L’assemblea sindacale ‘blocca’ l’accesso dei turisti al Colosseo ed è scontro tra sindacati e governo

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L’assemblea sindacale ‘blocca’ l’accesso dei turisti al Colosseo ed è scontro tra sindacati e governo

E’ scontro tra governo e sindacati in merito all’assemblea sindacale svoltasi nella mattinata di venerdi, che di fatto ha imposto la chiusura dei siti archeologici più importanti della Capitale. Lunghe code di turisti in attesa di entrare al Colosseo, al Foro Romano e Palatino, alle Terme di Diocleziano e Ostia Antica. Una batosta per l’immagine del nostro paese, secondo il premier Renzi, che non ha gradito lo sciopero selvaggio che avrebbe interdetto l’accesso ad alcuni dei siti archeologici più prestigiosi del mondo. ‘No alla cultura presa in ostaggio’ ha tuonato Renzi, mentre il ministro Franceschini ha attaccato il sindacato: ‘Adesso la misura è colma’.

All’ingresso dei siti archeologici sono stati esposti dei cartelli in italiano e in inglese, nel quale veniva spiegato in modo dettagliato, sia in lingua italiana che inglese, le ragioni della protesta sindacale. Il sindacato rivendica, dal canto suo, il diritto di scioperare e di riunirsi in assemblea per decidere le azioni da intraprendere contro i tagli del governo.

Claudio Meloni, coordinatore nazionale Cgil per Mibact ha rilanciato sulle ragioni della protesta: ‘La vertenza sui beni culturali potrebbe portare ad uno sciopero nazionale e le dichiarazioni odierne del ministro Franceschini certo non aiutano. Cgil,Cisl e Uil hanno già avviato le procedure previste dalle legge’.

E’ arrivata anche la dura presa di posizione del Segretario Generale della Cgil, Susanna Camusso, che difende il diritto di sciopero e di assemblea per discutere sulla vertenza relativa ai beni culturali: ‘Capisco l’esigenza di fare attenzione in periodi di particolare presenza turistica, ma se ogni volta che si fa un’assemblea si dice che non si può, si dica chiaramente che non ci possono essere strumenti di democrazia’.

Il governo per tutta risposta, ha dato il via libera ad un decreto che di fatto equipara i servizi della cultura ai servizi essenziali e che di fatto porrà un giro di vite sul diritto di scioperare da parte del personale del settore.

Il ministro Franceschini ha ribadito che il decreto aveva i ‘caratteri di urgenza e necessità’. Anche lo stato penoso nella quale versano molti siti archeologici del nostro paese richiederebbero un intervento altrettanto urgente e necessario, e su questo tema il governo non ha mostrato la stessa solerzia.

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