Morto Valentino Zeichen, chi era il poeta dandy

Morto Valentino Zeichen, chi era il poeta dandy

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Morto Valentino Zeichen, chi era il poeta dandy

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Una vita travagliata e il rifiuto per il consumismo: morto Zeichen, un dandy moderno.

Valentino Zeichen è morto ieri a Roma. Aveva 78 anni, o almeno così si presume: la reale data di nascita è sconosciuta così come il vero nome del poeta. Il decesso è stato causato da un infarto. Da poco Valentino aveva avuto un ictus e si stava riprendendo. Originario di Fiume, dopo la guerra finì con i genitori in un campo profughi a Trieste. Pochi anni dopo, alla morte della madre, si trasferì a Roma con il padre. Quest’ultimo, presto si risposò e mandò il figlio, adolescente irrequieto, a Firenze in una casa di correzione. Studiò come perito chimico e, lì rinchiuso, si appassionò alla letteratura. Con questo suo vissuto non sorprende l’uomo che diventò: il rifiuto del lavoro, lo sdegno verso la società dei consumi e il vivere in una casa-baracca. Esordì come poeta nel 1969 sulla rivista “Nuova Corrente”. Nel 1974 pubblicò la sua prima raccolta “Area di rigore”. A questa seguì una lunga serie di raccolte colmata nel 2014 con un Oscar Mondadori: “Poesie 1963-2014”. Oltre alla poesia ha scritto anche una commedia teatrale, dei radiodrammi e due romanzi, il più recente nel 2015: “La Sumera”. Caratteristici delle sue poesie sono l’ironia e il tema del memento mori che, uniti al suo stile di vita, avvicinano Zeichen ai poeti Dandy ottocenteschi.

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