Pompei, Dna rivela forse abbraccio gay nel calco di una casa

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Pompei, Dna rivela forse abbraccio gay nel calco di una casa

Pompei

Scavi di Pompei: scoperto, grazie alla Tac e alla prova del Dna, che il calco della Casa del Criptoportico sarebbe non un abbraccio tra due donne, bensì un abbraccio tra due uomini.

La scoperta

Gli Scavi di Pompei riservano sempre moltissime sorprese. L’ultima è che nel calco della cosiddetta Casa del Criptoportico, scoperto nel 1914 dall’archeologo Vittorio Spinazzola, si trova quello che è stato definito un possibile “abbraccio omosessuale” tra due uomini: lo hanno stabilito la prova del Dna e la Tac. L’annuncio è arrivato durante un convegno da parte del Prof. Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza per i beni archeologici della rinomata località storica. Egli ha sottolineato che quelle erano sempre state considerate figure di donne, ma ora si è scoperto che non lo sono affatto. Si ipotizza che fossero due uomini morti in atteggiamenti intimi – in realtà non abbracciati, bensì l’uno con la testa contro il petto dell’altro – ma non si può averne la certezza.

Gli studi

Studi antropologici sulla conformazione ossea e le caratteristiche morfologiche dei due personaggi hanno dimostrato che si tratta di un adulto di oltre 20 anni e di un giovane che ne aveva circa 18.

La prova del Dna invece – con la ricostruzione della sequenza attraverso campioni prelevati da un dente ed ossa, dopo che sono stati puliti e polverizzati – ha portato alla scoperta che la figura più giovane era certamente quella un uomo e forse anche l’altra. Tuttavia in questo caso non si può dirlo con certezza, poiché l’immagine è stata più danneggiata nel tempo. Si sperava anche di scoprire il vincolo di parentela tra i due soggetti – per linea materna –, ma ciò non è stato possibile.

Chi era Vittorio Spinazzola

Vittorio Spinazzola (Matera, 2 aprile 1863 – Roma, 13 aprile 1943), lo scopritore del misterioso calco, nel 1898 era stato designato curatore del Museo nazionale di San Martino di Napoli, incarico che mantenne fino al 1910, quando divenne direttore del Museo archeologico nazionale della città, e nel 1911 Soprintendente agli scavi e ai musei della Campania e del Molise. Intanto, dal 1903 al 1907, aveva insegnato archeologia all’Università di Napoli.

L’incarico di Soprintendente degli scavi gli consentì di dirigere quelli di Pompei, cosa che fece fino al 1923, quando fu costretto lasciare perché si opponeva al fascismo. Nel 1919, invece, era diventato Soprintendente aggiunto per i monumenti e le gallerie delle stesse province.

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