Rivendita secondaria di biglietti: bufera tra Vasco, Tiziano Ferro e Mengoni COMMENTA  

Rivendita secondaria di biglietti: bufera tra Vasco, Tiziano Ferro e Mengoni COMMENTA  

Vi siete chiesti come mai non riuscite ad accaparrarvi i biglietti dei vostri artisti preferiti perchè vanno subito sold out? La risposta arriva da Le Iene!

Le Iene NON portano bene agli organizzatori di concerti che non rispettano le regole di mercato! E’ andato in onda martedì sera su Italia 1 il servizio shock in cui i Men in Black Mediaset hanno messo alle strette l’amministratore delegato di Live Nation, accusando la società di favorire direttamente il cosiddetto secondary ticketing, – praticamente il bagarinaggio online -, e star come Tiziano Ferro, Marco Mengoni e Vasco Rossi sono insorte.


Per i noti cantanti, la pietra dello scandalo è rappresentata soprattutto dalle dichiarazioni non troppo criptiche dell’AD Roberto De Luca che, dopo aver inizialmente negato i legami di Live Nation con i siti di rivendita secondaria, messo di fronte ai documenti inequivocabili presentati da Le Iene, ha affermato di essere “obbligato” a questa odiosa procedura dagli artisti stessi.


Alla fine del servizio, si scopre che alcuni organizzatori incassano, in ritorno, il 90 % dei ricavi delle vendite di re-ticketing dai siti di bagarinaggio online, per assicurarsi di non “bucare” con gli eventi di artisti che, secondo De Luca, non venderebbero abbastanza… Ciliegina sulla torta, l’affermazione secondo la quale questo surplus di guadagno transiterebbe solo da Live Nation, per poi finire nelle tasche dei cantanti.


Apriti cielo! Vasco Rossi ha immediatamente troncato gli accordi commerciali in essere con la Live e considera di adire a vie legali per tutelare il suo buon nome. Tiziano Ferro si è a dir poco infuriato e ha preso le distanze dagli organizzatori, dichiarando però di non voler danneggiare chi (e sono più di 150.000 fan) ha già comprato i biglietti per le sue prossime date. Anche Mengoni ed il suo entourage stanno indagando e si dissociano totalmente dalle dichiarazioni fatte nel servizio, riservandosi di rivolgersi alla giustizia.

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Va specificato, inoltre, che esiste un contratto di esclusiva con il colosso ticketone per la vendita dei biglietti dei concerti in Italia che, evidentemente, viene sistematicamente disatteso: è stato presentato anche un esposto del Codacons in merito al concerto che ha scoperchiato il vaso di Pandora, ovvero il concerto milanese dei Coldplay, andato esaurito dopo pochissimi minuti dall’apertura delle vendite, ma i cui biglietti figuravano disponibili a cifre “astronomiche” sui maggiori siti di secondary ticketing

La Procura di Milano ha invece aperto un fascicolo specifico con le ipotesi di reato di truffa informatica e sostituzione di persona dopo il concerto del “Boss” Springsteen. Insomma, tutti giù per terra, visto che non è da escludere che cadranno molte teste dopo che l’inchiesta è passata dalla televisione alle aule di Tribunale.

 

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