Roma: vandalismo su statue ed elefantino COMMENTA  

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Zero pace per le bellezze scultoree disseminate per la città di Roma: staccata dai vandali la punta della zanna dell’elefantino del Bernini sotto l’obelisco

I capolavori romani del Bernini, ultimamente, sembrano essere i più gettonati da vandali e buontemponi irrispettosi: il 14 novembre, vittima delle deprecabili attenzioni di chi non aveva niente di meglio da fare, è stata l’ennesima fontana, quella dell’elefante, che fa da basamento all’obelisco in piazza della Minerva.
L’entità del danno, limitato alla punta di una zanna del pachiderma marmoreo, è già stata quantificata in poco meno di 2000 Euro.


Ricorderete senz’altro i ben più onorosi sfregi arrecati ad un’altra fontana sempre del celebre sculture, quella della Barcaccia, che avevano scatenato l’indignazione non solo dei romani, ma anche del resto del mondo, che apprezza e invidia l’inestimabile patrimonio artistico della nostra capitale.


Il raid vandalico fu causato a febbraio dell’anno scorso da un manipolo di tifosi della squadra di calcio olandese del Feyenord, all’assalto dell’opera d’arte presente in Piazza di Spagna, equipaggiati con bottiglie di birra, in occasione della partita che si sarebbe giocata di lì a poco.


I loro connazionali, però, si misero una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio, raccogliendo parte della cifra necessaria per i costosi restauri della vasca e le telecamere della zona immortalarono tutta l’azione, permettendo di identificare i responsabili. Già anni prima, però, la stessa fontana era stata sfregiata con un cacciavite…

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E che dire del timone della Dea Roma di Piazza del Popolo, completamente divelto nel 2013, o della fontana di piazza Navona, privata della coda di una delle creature marine, dopo che questa aveva fatto da trampolino per un tuffo…

Sempre sembrati più goliardici e “innocenti”, sono stati davvero innumerevoli i bagni proibiti nelle tante fontane di Roma, soprattutto quella di Trevi, non proprio tutti in elegante stile “Dolce Vita” e per arginare il fenomeno erano state inasprite le sanzioni pecuniarie, ma non abbastanza da rendere la pratica davvero off limits…

Continua intanto senza sosta anche la voglia di “autografarei Monumenti più importanti, come ad esempio Il Colosseo: lasciare un segno del proprio passaggio può costare molto caro, ma a quanto pare sono in tantissimi a voler sfidare la sorte e le forze dell’ordine per non rinunciare a questa pessima abitudine.

L’elefantino verrà sistemato appena possibile e ci si augura che non accadano più fatti del genere, anche se la cronaca insegna che questo è quasi un sogno impossibile.

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