Scampia: le donne nemiche della Camorra

Scampia: le donne nemiche della Camorra

Scampia: le donne nemiche della Camorra

Scampia, il luogo del silenzio, dove le persone ti osservano, spiano ogni tuo movimento ma non parlano.

C’è un’apparente indifferenza e un silenzio surreale mentre varchi la soglia del quartiere di Scampia. Un’indifferenza che in realtà è tutto meno che vera indifferenza. Le persone ti osservano, spiano ogni tuo movimento. Non parlano. Se sei un forestiero che entra a Scampia, in quella terra ai margini della Napoli “bene”, abbandonata dalle Istituzioni e sembra anche da Dio, prima di parlare, la gente vuole prima capire chi sei. E’ diffidente.

Ma non ci vuole molto perché quella diffidenza e quel silenzio si trasformi in calorosa accoglienza fatta di sorrisi e di disponibilità. La gente che ti guarda da dietro le finestre non ha problemi poi a scendere in strada e a parlare ma soprattutto a denunciare. Non ha paura. Anzi. Non vede l’ora di parlare del disagio e della ghettizzazione di Scampia come “il quartiere” della Camorra anzi di Gomorra. La gente di Scampia è molto coraggiosa.

E ce n’è assai di cose bbuone a Scampia”. Ci dicono.

La gente è stanca di sentire in televisione o di leggere sui giornali che il loro quartiere è il ‘male assoluto’ di Napoli, “è Camorra”.

“A Scampia ci vive tanta gente perbene che lotta ogni giorno contro la Camorra- racconta a Panorama.it, Assunta, una casalinga che abbiamo incontrato in un parcheggio davanti alle Scuole Medie “Virgilio 4”, a pochi metri dalle Vele – gente con dei valori morali che lotta veramente contro la mafia e la criminalità. Non siamo mica tutti i personaggi di Gomorra. Qui non c’è lo Stato che combatte i boss ma noi mamme che gli togliamo i nostri figli”.

Sono le 12.30 e Assunta è seduta all’interno di una Fiat Punto di colore blu, auto vecchio tipo, parcheggiata nel cortile davanti alla scuola. Ci vuole almeno un quarto d’ora prima che decida di scendere. Aveva abbassato tutto il finestrino e parlava con le braccia appoggiate fuori. “Sto aspettando che esca mio figlio – continua- l’ho accompagnato questa mattina e adesso lo vengo a riprendere”.

Lo fa tutti i giorni?
“Spesso”

Abitate lontano da qui?
(Indica con un dito una parte delle Vele che non distava più di 80-100 metri dalla scuola, ndr.) Laggiù.

Perché lo viene a prendere? Non è molto distante…
Perché non deve stare in mezzo alla strada. E poi parlo con le insegnati quando escono.

Assunta non è la sola mamma che aspetta il proprio figlio. In una mezz’ora arrivano anche altre decine di donne tutte a riprendere i propri figli e tutte residenti all’interno delle Vele. In tre si avvicinano.

“Ho tre figli e li seguo tutti: li accompagno e li vado a riprendere- continua Vanessa, una donna che ha 31 anni nata a Casalnuovo di Napoli e trasferita a Scampia a 19 anni appena sposata – e il pomeriggio li porto in palestra o a calcio. Se stanno in mezza alla strada non ritornano più”.

“Non bisogna lasciarli soli- continua Assunta, che dopo essere scesa dall’auto faceva fatica a stare zitta – sappiamo che non possiamo proteggerli ma l’unico modo per non farli diventare camorristi, non farli finire in carcere o ammazzati, è farli studiare”.

Quelle di Vanessa e Assunta non sono solo parole.

A Scampia ci sono centinaia di donne che seguono i propri figli fin all’interno delle classi, vanno a parlare periodicamente con le insegnanti o la preside e si accertano che i figli facciano tutti i compiti a casa. Ma soprattutto non facciano deviazioni sul tragitto casa-scuola-casa. Non solo, sono le prime a partecipare a gare o corsi di cucina organizzati dagli istituti.

“Le donne di Scampia sono la vera ricchezza di questo quartiere – ci conferma Lucia Vollaro, Preside dell’Istituto Comprensivo Statale “Virgilio 4” di Scampia – sono le mamme che con la loro presenza costante evitano la dispersione scolastica e di conseguenza la nascita di piccoli criminali, spesso destinati ad una vita per strada”.

“Le mamme di Scampia sono davvero donne molto coraggiose – conclude la preside – lottano davvero contro la Camorra e la criminalità organizzata e lo fanno quotidianamento mandando i figli a scuola. Le donne hanno capito che per sconfiggere la mafia bisogna combattere l’ignoranza”.

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Chiara Cichero 1241 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.