Storia degli Xibe

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Storia degli Xibe

Gli Xibe vivono in tutta la Cina settentrionale e generalmente si credono i discendenti del popolo Xianbei. Gll Xianbei erano nomadi del nord della Cina intorno ai Monti Xinggan, un popolo che fu sconfitto dagli Han nell’ 89 d.c e che fu costretto ad abbandonare il proprio territorio emigrando verso ovest.

Gli Xianbei formarono alleanze con altre tribù dal III al VI secolo e crearono una propria base politica nella valle del fiume Giallo. Essi si mescolarono poi con il popolo Han.

Col tempo un gruppo di Xianbei lasciò la valle del fiume Giallo e seguì i corsi dei fiumi Chuoer, Nenjiang, e Songhua dirigendosi verso un’altra parte della Cina. Questi dissidenti erano gli antenati dei moderni Xibe. Questi Xibe si stabilirono così nella provincia di Jilian.

Gli Xibe passarono sotto il governo Manciù nel XVI secolo. Entro la fine del XVII secolo, furono poi assorbiti in un’ alleanza tra i Manciù e i mongoli nota come il “sistema degli otto banner.” Il “sistema degli otto banner” stimava i soldati necessari tra tutti i membri che coltivavano la terra in tempi di pace come gli altri ma che andavano in guerra in tempi di crisi.

Il fondatore della dinastia Qing nel 1644 portò il “sistema degli otto banner” al termine.

La dinastia Qing temeva che il popolo Xibe potesse costituire una minaccia per il loro regno. Il popolo Xibe fu così allontanato con forza dal nord-est della Cina verso verso altri luoghi lontani come lo Yunnan e il Xinjiang. Il trattamento che le varie tribù Xibe ricevettero dipendeva dal loro grado di rispetto e dalla cooperazione mostrata ai governanti Qing.

La leadership Qing si spostò con gran parte degli Xibe nella regione nord-occidentale della Cina. Lo spostamento aveva lo scopo di sedare i disordini civili nella zona e per fissare il confine del governo Qing. I soldati Xibe furono assegnati a fornire la presenza militare nella zona. E la delocalizzazione in una ragione così lontana, provoca ancora oggi disagi e profonde diversità tra la popolazione locale e il resto della Cina.

Il governo Qing non fornì sufficienti disposizioni agli Xibe che abitavano nella regione nord-ovest dello Xinjiang.

Lo Xinjiang era una terra desolata e la sopravvivenza richiedeva pertanto che la terra fosse continuamente tenuta sotto controllo in modo che l’agricoltura fosse possibile. Gli Xibe furono costretti a fare affidamento su se stessi per la propria sopravvivenza. Essi svilupparono tecniche agricole moderne che unzionarono bene nel nord ovest della Cina, tra cui l’introduzione di canali di irrigazione nella regione. La costruzione del primo canale richiese ben sei anni.

Quando i russi invasero lo Xinjiang nel 1876 la leadership Qing decise di reclamare l’area dai russi. Gli Xibe assistettero all’esercito Qing offrendo loro provvigioni, anche se gli Xibe a malapena sopravvivevano con quello che riuscivano a far crescere nella regione.

Il popolo Xibe sostenne la rivoluzione comunista del 1911. Sostenne anche i movimenti anti-giapponesi dopo che i giapponesi presero possesso di una parte della Cina nel 1931. Gli Xibe formarono delle proprie unità militari nella seconda guerra mondiale e negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, che furono difficili per gli Xibe a causa delle dispute sulla terra sulla base del vecchio sistema feudale che una volta comprendeva il territorio.

La formazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 riportò la pace per le tribù Xibe e sperimentarono finalmente la parità di un trattamento adeguato con gli altri gruppi etnici. I comunisti istituirono una serie di riforme sociali nelle comunità Xibe nel 1950 che migliorarono la loro qualità di vita.

L’introduzione della tecnologia agricola e la diversificazione dell’economia in questa comunità portò alla prosperità della regione.

Dal 1980, gil Xibe sono stati in grado di ripristinare le vestigia della loro cultura. Le scuole della zona hanno aumentato la consapevolezza della loro cultura, così come l’iniziativa di rivedere e ripristinare il linguaggio Xibe in una chiave più moderna.

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