Trump antisemita: bufera per la nomina di Bannon chief strategy

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Trump antisemita: bufera per la nomina di Bannon chief strategy

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Le comunità ebraiche e musulmane in rivolta per protestare contro la nomina di Steve Bannon a chief strategist del Neo presidente USA.

Donald Trump nomina il suo consigliere di fiducia Stephen Bannon, il fondatore del sito di estrema destra Breitbart, a “Chief Strategy” e scatta subito la protesta. Bannon, 62enne ex ufficiale della Marina, ex investment banker. Lo staff del presidente scende subito in campo per difendere la controversa nomina di Bannon, così Kellyanne Conway, il portavoce spiega : “Chi lo critica, dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon è uno stratega brillante. Con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente”. Priebus è il presidente del partito repubblicano, ora nominato da Trump “Capo gabinetto”.

Ma le proteste incalzano, il Council on American-Islamic ritiene che la nomina di Stephen : “E’ una scelta che rende l’appello all’unità una presa in giro”. Bannon che ha utilizzato il suo sito in uno strumento di ” propaganda etnica e di nazionalismo bianco”, con posizioni “razziste e antisemite” aggiungono gli ebrei.

Breitbart infatti è considerato il sito dell’ultradestra, il sito, che ha sostenuto la campagna di Trump fin dal principio e che adesso ha in progetto di aprire uffici di corrispondenza a Parigi (per aiutare Le Pen) e nei paesi europei dove sono oramai imminenti le elezioni.

Breitbart è considerato il megafono di Trump ( quindi adesso della presidenza Usa). Sito che ha paragonato il lavoro dell’organizzazione per il controllo delle nascite “Planned Parenthood” all’Olocausto, ha definito il commentatore conservatore Bill Kristol “un ebreo rinnegato”, e che ha accusato la prima collaboratrice di Hillary Clinton, Huma Abedin, di essere una spia dell’Arabia Saudita. Per Breitbart infatti scrivono molti esponenti dell’estrema destra mondiale, come per esempio, l’olandese Geert Wilders.

Attacca Trump anche l’Anti-Defamation League, lo storico gruppo americano che combatte l’antisemitismo e l’intolleranza verso tutte le minoranze : “Bannon deve andare via se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti”. E David Axelrod, consigliere del presidente Barack Obama, crede che questa nomina sia ”preoccupante”.

Il presidente conferma la linea dura preannunciata sugli immigrati irregolari, nonostante l’ondata di proteste contro la sua elezione alla Casa Bianca.
I cortei di protesta portano lo slogan “Not my president”. Tensioni già delicate per la volontà del presidente di espellere 3 milioni di clandestini dal paese e di costruire il muro al confine con il Messico. Tensioni che aumentano con la dichiarazione del neo presidente di voler fare un tour della vittoria negli Stati che lo hanno eletto. IL suo staff sta infatti già provvedendo al programma.

I Democratici. “Non bisogna edulcorare la realtà. E la realtà è che un nazionalista bianco è stato nominato capo stratega dell’amministrazione Trump”, afferma la speaker Nancy Pelosi. L’attacco più duro arriva dal leader della minoranza al Senato, Harry Reid, che attraverso un suo portavoce afferma che la scelta di Bannon “indica che i suprematisti bianchi saranno rappresentati al più alto livello della Casa Bianca di Trump. E’ facile vede perché il Ku Klux Klan consideri Trump un suo paladino”. Accuse simili sono state infine sollevate dalla National association for the advancement of colored people (Naacp), l’associazione a difesa dei diritti civili degli afroamericani, da altri membri democratici del congresso e anche da alcuni commentatori repubblicani, come Bill Kristol, il direttore del Weekly Standard.

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Chiara Cichero 1241 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.