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Dal 2 maggio addio al taglio delle accise: gasolio e benzina con prezzi alle stelle

gasolio accise 2 maggio

Aumento dei prezzi e nuove decisioni del Governo tra vincoli e sostegno a famiglie e imprese: il nodo delle accise sul gasolio con il 2 maggio.

Con la scadenza fissata al 2 maggio, torna centrale il nodo delle accise sul gasolio, tema che pesa sia sui conti pubblici sia sui prezzi alla pompa. L’eventuale mancato rinnovo del taglio fiscale potrebbe infatti portare a un aumento dei carburanti, riaccendendo il dibattito sulle misure di sostegno a famiglie e imprese in un contesto economico ancora instabile anche per il Governo.

Dal 2 maggio addio al taglio delle accise: senza proroga il gasolio in rialzo e prezzi in aumento

Il sistema di riduzione delle accise sui carburanti introdotto dal Governo per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi è ormai in fase di scadenza. Senza una proroga, come riportato da Sky TG24 e sottolineato dal Codacons, dal 2 maggio si prospetta un nuovo incremento dei listini alla pompa, con possibili punte fino a 2,30 euro al litro nel caso in cui lo sconto venisse eliminato del tutto.

La misura, pensata come risposta a una fase di forte instabilità energetica, ha già comportato un costo significativo per lo Stato, pari a circa 1,2 miliardi di euro complessivi Attualmente il beneficio fiscale garantisce una riduzione di “0,244 centesimi al litro”.

Sulla base dei prezzi medi rilevati il 29 aprile, l’eventuale mancato rinnovo comporterebbe un aumento della benzina da 1,742 a 1,986 euro al litro, mentre il diesel passerebbe da 2,062 a 2,306 euro al litro.

Questo scenario avrebbe conseguenze dirette sia sui cittadini sia sul settore dell’autotrasporto, che negli ultimi mesi ha già denunciato un forte aumento dei costi operativi. In particolare, le imprese di trasporto merci, fortemente dipendenti dal gasolio, sarebbero tra le più colpite, con effetti a catena sui prezzi finali di molti beni.

Scadenza del taglio delle accise: vincoli di bilancio e strategie del Governo tra coperture e scelte selettive

Il rinnovo dello sconto sulle accise si scontra con un problema strutturale: la mancanza di coperture dedicate nella Manovra 2026. Trattandosi di una misura emergenziale non prevista in fase di bilancio, ogni proroga impone di reperire nuove risorse attraverso tagli o riallocazioni di spesa. Finora le coperture sono arrivate da diverse fonti: circa 200 milioni dall’aumento dell’IVA sui carburanti (che cresce automaticamente con l’aumento dei prezzi), 300 milioni dalle aste dei permessi di emissione di CO₂, e ulteriori riduzioni distribuite tra vari ministeri, tra cui Economia (127,5 milioni), Trasporti (96,5 milioni), Sanità (86 milioni) e Istruzione e Ricerca (circa 51 milioni). Anche altri dicasteri hanno subito tagli minori diffusi, segno di una copertura frammentata e sempre più difficile da sostenere.

Il Governo sta valutando la possibilità di evitare l’interruzione del taglio delle accise sui carburanti, una scelta che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito ancora aperta. In conferenza stampa ha infatti parlato di una possibile ulteriore proroga della misura, precisando però che potrebbe avere caratteristiche diverse rispetto al passato. In particolare, la premier ha chiarito che l’eventuale intervento potrebbe essere più breve delle precedenti e non più in maniera orizzontale, cioè non applicato in modo uniforme a tutti i carburanti. L’ipotesi è quella di una revisione mirata, che potrebbe impattare più sul gasolio che sulla benzina, per avere un impatto meglio distribuito, considerando che il gasolio ha avuto un aumento più significativo della benzina. La decisione, comunque, non è ancora definitiva: tutto resta sospeso fino al 30 aprile, data indicata come riferimento per ulteriori valutazioni. “Seguiamo il tavolo negoziale, cerchiamo di tenerci abbastanza ancorati all’andamento della situazione ma non abbiamo ancora definito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà la proroga del taglio”.

In questo quadro, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni starebbe valutando soluzioni più mirate e meno onerose. Una delle ipotesi è concentrare gli interventi sulle fasce di popolazione più vulnerabili, ma resta complicata l’individuazione dei beneficiari e la gestione pratica della misura. Un’altra strada è quella di modulare lo sconto in modo differenziato, ad esempio rafforzandolo sul gasolio, che ha registrato gli aumenti più consistenti dall’inizio delle tensioni internazionali. Tuttavia, questa scelta avrebbe un impatto limitato sui conti pubblici, considerando che il diesel rappresenta la quota principale dei consumi nel settore dei trasporti. Sul piano europeo, inoltre, lo spazio di manovra è ristretto: le regole comunitarie consentono margini soprattutto per aiuti temporanei alle imprese in difficoltà, mentre per interventi generalizzati sui carburanti non esistono deroghe strutturali al Patto di Stabilità. Di conseguenza, ogni decisione richiede una copertura interna, tramite maggiori entrate o ulteriori riduzioni di spesa, con il rischio di incidere su altri settori già sotto pressione.

Una soluzione temporanea viene considerata più probabile, nella speranza che la fase di tensione sui mercati energetici possa attenuarsi nelle prossime settimane, riducendo così la necessità di interventi straordinari.