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Abito da sposa smarrito dalla lavanderia e l’appello virale per ritrovarlo

Abito da sposa smarrito dalla lavanderia per un disguido di catalogazione e l’appello virale per ritrovarlo da parte di una donna che non si rassegna

Vanessa Bertolo e il suo abito da sposa

Un abito da sposa smarrito dalla lavanderia e l’appello virale per ritrovarlo di una donna che in quell’abito vede un valore emotivo e simbolico da cui non si può prescindere, anche a costo di smuovere il web intero: la vicenda della pordenonese Vanessa Bertolo ha coinvolto i social e mobilitato cinque regioni italiane.

Abito da sposa smarrito dalla lavanderia: l’appello su Facebook e la risposta virale

Dopo aver atteso per mesi il ritrovamento del suo abito la donna ha deciso di chiedere aiuto su Facebook: “Sinceramente non mi sarei mai immaginata di condividere sui social le foto di me, vestita col mio tanto desiderato abito da sposa, per chiedere aiuto ad ognuno di voi per ritrovarlo. Proprio così, la lavanderia a cui ho affidato il lavaggio dell’abito dei miei sogni, l’ha smarrito e a distanza di sei mesi non ha ancora saputo ritrovarlo e io sto male”.

E la risposta dei social a quella vicenda che tocca le corde del cuore è stata virale, con più di 1.600 condivisioni e quasi 800 commenti.

La strana vicenda dell’abito da sposa smarrito dalla lavanderia e mai ritrovato

Ha raccontato una commossa Vanessa: “Non mi sarei mai aspettata una reazione così, tutta questa solidarietà da parte di persone che non mi conoscono. Ho ricevuto anche tantissimi messaggi in privato.

Chiamare tutte le lavanderie del Triveneto non era fattibile, allora mi sono buttata sui social”. Ma cosa era successo? Vanessa si è sposata a giugno di quest’anno dopo una prima data fissata nel 2020 e per 12 mesi il suo abito era rimasto in atelier. Arrivano le agognate nozze e va tutto bene, poi, dopo qualche giorno gli sposi portano gli abiti nella lavanderia di fiducia, in provincia di Pordenone. Vanessa racconta come aveva scoperto che del suo abito si erano perse le tracce: “I primi di agosto era pronto l’abito di mio marito, ha chiesto del mio e lì ha scoperto che era stato portato in una seconda lavanderia“.

Codici a barre ed quivoci, nasce il “giallo” dell’abito da sposa smarrito dalla lavanderia

“Poi hanno chiesto a mio marito se avesse una foto del mio abito, lui all’inizio non mi ha detto niente perché non voleva che mi preoccupassi”. Vanessa riesce a contattare la lavanderia che ha in carico il suo abito e li nasce un’ipotesi: quella che sia stato messo il codice di un altro capo. “Ho chiesto di poter contattare anche le altre lavanderie che fanno riferimento a questa, che si trovano in tutto il Triveneto ma per motivi di privacy mi è stato detto di no. Non voglio dare la colpa a nessuno, ma trovarlo. Anche se è rovinato, se si è rimpicciolito. Voglio sapere cosa è successo”. Allora è partito l’appello a tutte le spose che abbiano ritirato il loro abito: della regione Friuli? No, anche di Trentino, Veneto Lombardia ed Emilia-Romagna. Una vera mobilitazione emotiva.

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