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"Il mio abito non violava le regole": avvocata richiamata in Aula per l’abbigliamento

"Il mio abito non violava le regole": avvocata richiamata in Aula per l’abbigliamento

Abito senza maniche contestato in tribunale, Mariah Medina racconta il momento del richiamo davanti a imputati e avvocati.

Un’abito senza maniche e un richiamo davanti ad altri professionisti e imputati: è quanto raccontato dall’avvocata texana Mariah Medina, che ha descritto come umiliante il confronto avuto con un giudice durante un’udienza. Al centro della contestazione c’era il suo abbigliamento, ritenuto non adeguato all’Aula.

Il richiamo del giudice davanti a imputati e colleghi: il racconto dell’avvocata sui social

Mariah Medina, avvocata penalista del Texas ed ex giornalista di San Antonio, ha raccontato sui social un episodio avvenuto durante una breve udienza dedicata ad alcuni adempimenti procedurali. Al centro della vicenda c’era il suo abbigliamento: un semplice abito grigio a tubino di J.Crew, con le spalle e le braccia scoperte. Secondo il racconto della professionista, il giudice le avrebbe contestato il look ritenendolo non adeguato all’aula di tribunale e le avrebbe chiesto di avvicinarsi al banco.

«Mi ha fatto fare il giro della panca affinché potesse vedere il mio abbigliamento davanti agli imputati e agli altri avvocati», ha spiegato Medina.

La situazione, secondo la ricostruzione dell’avvocata, sarebbe poi proseguita con una domanda sull’eventuale adeguatezza dell’abito per un processo con giuria e con la richiesta di sapere se avesse una giacca in automobile.

Medina ha raccontato che il giudice avrebbe anche riso durante il confronto. L’episodio è stato poi reso pubblico attraverso un post su X, accompagnato dalla fotografia dell’abito indossato quel giorno. «Ecco cosa indossavo oggi quando un giudice ha detto che il mio abbigliamento non era adatto all’aula di tribunale», ha scritto la professionista.

Abito senza maniche in Aula, avvocata richiamata: “Mi sono sentita umiliata”

Medina ha precisato di aver già utilizzato lo stesso vestito in numerose occasioni, anche quando lavorava come reporter televisiva, e di averlo indossato in altri tribunali senza ricevere contestazioni. Per documentare il proprio racconto, ha pubblicato anche un vecchio video nel quale compariva con lo stesso abito. La professionista ha spiegato di averlo preferito a una camicetta che, a suo giudizio, avrebbe potuto lasciare intravedere una scollatura più evidente. «Ho pubblicato quel vecchio video accanto alla foto affinché si potesse vedere che non aveva la schiena scoperta e non lasciava intravedere il seno lateralmente né altro», ha precisato.

L’avvocata sostiene inoltre di aver rispettato le disposizioni sull’abbigliamento previste dal tribunale penale della contea di Bexar, che richiedono ad avvocati e funzionari un abbigliamento formale, ammettendo il business casual quando autorizzato dal singolo giudice. «Oltre al fatto che il codice di abbigliamento è affisso alle porte dell’aula (e il mio vestito non lo violava), è stato un gesto meschino e poco professionale affrontare la questione in quel modo», ha affermato. Ha poi aggiunto: «Sono cresciuta frequentando una chiesa conservatrice ed ero davvero confusa». Nonostante il rispetto, a suo dire, delle regole, Medina ha descritto l’accaduto come un’esperienza umiliante, sottolineando anche che il procedimento non sarebbe comunque arrivato a un processo quel giorno.

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