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Ragazza accoltellata e gettata nel pozzo dal fidanzato

Vicino a Siracusa, una 20enne è stata accoltellata e buttata in un pozzo dal fidanzato. I due avevano un rapporto instabile.

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Dopo la denuncia della scomparsa da parte del padre, è stata ritrovata morta Laura Petrolito, 20enne assassinata a pugnalate e gettata in un pozzo nella provincia di Siracusa. Il fidanzato della ragazza è stato fermato e ha confessato la propria colpevolezza dopo ore di interrogatorio.

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Accoltellata e buttata nel pozzo

Il padre della 20enne Laura Petrolito aveva denunciato la scomparsa della figlia la sera di sabato 17 marzo 2018, dopo numerosi tentativi di mettersi in contatto con lei e con il suo compagno, Paolo Cugno. Le indagini della polizia hanno portato a una dolorosa scoperta. Il cadavere della ragazza è stato ritrovato domenica mattina durante le ricerche dei carabinieri, a cui hanno collaborato diversi volontari. Era incastrato tra le grate di un pozzo artesiano a Canicattini Bagni, sulle colline nei pressi di Siracusa, e mostrava segni di accoltellamento.

Le forze dell’ordine hanno immediatamente fermato il fidanzato della 20enne, con il quale la ragazza si era allontanata da casa la sera dell’omicidio. Dopo ore di interrogatorio, Cugno ha ceduto e ha confessato di avere ucciso la compagna.

E’ stato arrestato per omicidio.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i fidanzati si erano allontanati dalla propria abitazione per una passeggiata, lasciando a casa la figlia di 8 mesi. Il padre della vittima aveva cercato di contattare telefonicamente Laura e il fidanzato, ma, non riuscendo a sentirli, avrebbe allertato le forze dell’ordine.

Cugno avrebbe accoltellato la giovane fidanzata e avrebbe pensato di liberarsi del corpo scaraventandolo in un pozzo nelle campagne. Tenendo conto delle testimonianze dei vicini e dei conoscenti della coppia, che hanno parlato di continui dissidi tra i fidanzati, l’omicidio sarebbe stato commesso per gelosia.

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Una vita sfortunata

Laura Petroliti era stata abbandonata all’età di 3 anni dalla madre ed era stata cresciuta dal padre con il sostegno degli assistenti sociali del Comune. Era madre di due bambini piccoli. Il più grande era nato da una relazione finita male e viveva con la nonna paterna, mentre la piccola di 8 mesi era figlia di Paolo Cugno. L’uomo, per mantenere la famiglia, era stato assunto come bracciante agricolo. Nonostante quella tra i due apparisse come una storia idilliaca, le testimonianze di alcuni conoscenti della coppia fanno pensare il contrario. Diverse le persone che hanno parlato di un rapporto instabile, segnato da continui litigi. Una zia della vittima ha persino parlato di violenza domestica, riferendosi ai frequenti abusi fisici che Laura aveva subito, ma che non aveva mai voluto denunciare.

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