La vicenda che coinvolge Alessandro Basciano e Sophie Codegoni porta in primo piano il tema dello stalking tra ex partner nel mondo dello spettacolo. L’accusa di comportamenti ossessivi, minacce e pedinamenti mostra come una relazione conclusa possa trasformarsi in una situazione di paura concreta, sollevando interrogativi sul confine tra conflitti privati e reati perseguibili penalmente.
Alessandro Basciano: la difesa e il percorso giudiziario
Alessandro Basciano, difeso dall’avvocato Leonardo D’Erasmo, ha sempre respinto le accuse. Il legale ha dichiarato a Fanpage che la richiesta di rinvio a giudizio rappresenta un atto quasi “dovuto” a seguito del clamore mediatico, ma sostiene che le prove non dimostrerebbero atti persecutori: “Possiamo discutere di una condotta verbale scomposta, di ingiurie, ma non di stalking”. La difesa fa notare come le chat tra i due mostrino contatti reciproci fino al giorno prima dell’arresto e che non esistano minacce di morte documentate.
Nonostante la scarcerazione, Basciano resta sottoposto a divieto di avvicinamento, con obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Una recente istanza per revocare la misura cautelare è stata respinta dal GIP, nonostante il parere favorevole dei pm, con la motivazione che il tatuaggio coperto con un mitra nero potrebbe rappresentare un segnale di rancore. La decisione finale sul processo spetta ora al Gup, che dovrà valutare se gli elementi raccolti dalla Procura siano sufficienti per aprire il dibattimento.
Alessandro Basciano rischia il processo: chiesto il rinvio a giudizio per stalking a Sophie Codegoni
A oltre un anno dall’arresto lampo avvenuto nel novembre 2024, la Procura di Milano ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del deejay e influencer Alessandro Basciano, accusato di stalking ai danni dell’ex compagna Sophie Codegoni. L’inchiesta, condotta dall’aggiunta Letizia Mannella e dal pubblico ministero Antonio Pansa, era stata inizialmente chiusa a fine settembre, ma ora spetta al giudice per l’udienza preliminare valutare se ci siano gli elementi per procedere con il processo.
L’arresto di Basciano, avvenuto il 21 novembre 2024, era seguito da una immediata scarcerazione disposta dalla giudice Anna Magelli, decisione contro cui la Procura aveva presentato appello, sottolineando il rischio concreto che il dj potesse “commettere atti persecutori” nei confronti della donna denunciata a dicembre 2023.
Secondo l’accusa, Basciano avrebbe mantenuto un comportamento ossessivo e aggressivo, caratterizzato da insulti, minacce e pedinamenti. Codegoni, sentita dagli inquirenti, avrebbe confermato di aver ricevuto messaggi minatori e violenti anche via chat. I pm parlano di “atteggiamenti di prevaricazione e aggressività verbale” che si sarebbero tradotti in un controllo sempre più invasivo sulla vita della modella, fino a episodi di “cingere il collo” della donna durante un tentativo di riconciliazione a Parigi. Le indagini documenterebbero telefonate e videochiamate continue, talvolta fino a 50-60 al giorno, e minacce rivolte anche agli amici della giovane, che includevano ripetuti insulti.