Un coccodrillo pubblicato per errore, errore però che ha fatto subito il giro del web. Qualche giorno fa il Corriere della Sera aveva pubblicato su Instagram la notizia della morte di Alessandro Di Battista, cosa appunto non vera. Su quanto avvenuto hanno voluto dire la propria due giornalisti, ovvero Marco Travaglio e Andrea Scanzi.
Alessandro di Battista dato per morto dal Corriere: le parole di Marco Travaglio
Lo scorso 26 settembre sui canali social de Il Corriere della Sera era apparsa la notizia della morte di Alessandro di Battista. Si è trattato di un grave errore, con il giornale che ha successivamente rimosso il contenuto e si è scusato pubblicamente con l’ex parlamentare, con la sua famiglia e con i lettori.
La vicenda è stata commentata da molti addetti ai lavori, tra cui Marco Travaglio che, su Il Fatto Quotidiano, ha scritto un breve testo intitolato: “Morto che parla”. All’interno l’attacco al quotidiano: “Il Corriere, invece, è defunto da anni.”
Alessandro di Battista dato per morto dal Corriere: le parole di Andrea Scanzi
Con un post sui social anche Andrea Scanzi ha voluto postare un lungo post per commentare l’accaduto: “Ieri il sito del Corriere della Sera ha pubblicato una card orrenda e infame su Alessandro. Poi, dopo pochi minuti, l’ha cancellata e si è scusato. E ci mancherebbe altro. È una card che volutamente non ripubblico, perché vederla ha fatto malissimo a me. Figuriamoci a lui. Si è trattato di un gesto così orrendo, cinico, violento e senza cuore, che non posso che pensare a un banale errore tecnico. Ovvero a qualche mentecatto smisurato che, non si sa come, ha deciso di pubblicare la card senza alcun motivo, se non forse sotto effetto di sostanze lisergiche o assai psicotrope. Se quella card fosse stata pubblicata da alcuni “giornali” che so io, oppure da certi cortigiani del potere attuale, penserei all’ennesimo atto infame di dolo. È già successo, ora per mano di politici falliti da mezzo secolo almeno, ora da servi ebeti col cognome che gli somiglia, ora da bolliti mononeuronali con le meches al posto della morale. In questo caso, conoscendo la storia del Corriere della Sera, non voglio e non posso assolutamente pensare che quella card sia stata pubblicata per raccattare qualche click, sciacallando sul dolore altrui. Sarebbe abominevole e, per quanto la specie umana mi faccia sempre più schifo, non lo voglio neanche pensare. È successo e basta.” Poi il messaggio diretto allo stesso Di Battista: “Tornerà non solo più forte di prima, ma persino più bello, appassionato e smisuratamente meritevole di qualsiasi forma di affetto. È un guerriero, è un combattente, è un sognatore. È un fiore raro, e i fiori rari non possono piacere alla gramigna e non hanno mai vite facili, essendo troppo puri per questo mondo irrimediabilmente putrescente.” Alessandro Di Battista ha commentato il post così: “Grazie Andrea per le belle parole speriamo bene.”
