Dal 25 al 28 settembre il pontefice Francesco fa tappa a Lourdes, meta storica per i pellegrini malati. In un discorso aperto a pazienti, operatori sanitari e vescovi francesi, ha espresso un messaggio chiaro e senza compromessi: la vita umana è inviolabile e la Chiesa non può accettare alcuna forma di suicidio assistito. Le sue parole, pronunciate nella sacra cornice della Notre-Dame di Lourdes, hanno retto un’atmosfera di speranza e di riflessione profonda sul valore della dignità umana.
Il rifiuto categorico al suicidio assistito e la difesa della dignità
Il pontefice ha ricordato che la dignità della persona non è negoziabile, poiché ogni individuo è creato per un destino eterno. Ha avvertito che “nessuna legge umana può farci perdere la certezza della vostra dignità” e che la tentazione di “togliere la vita con una falsa compassione” è moralmente inammissibile.
Suicidio assistito è stato definito “normale” solo perché è legale, ma non perché sia giusto. Il papa ha invitato i fedeli a vedere la sofferenza come “una prova di libertà e responsabilità”, non come un permesso a porre fine alla vita.
Promozione delle cure palliative e sostegno agli operatori sanitari
Nel corso dell’incontro, Francesco ha indirizzato un appello alle strutture sanitarie: potenziare le cure palliative e la ricerca per offrire un’alternativa dignitosa alla morte prematura.
Ha elogiato il lavoro svolto a Lourdes da medici, infermieri, cappellani e volontari, sottolineando che “curando i corpi, si cura anche l’anima”. L’iscrizione di programmi di assistenza continua è stata descritta come una “missione della Chiesa alla vita”. Il pontefice ha incoraggiato gli operatori a rimanere servitori appassionati della vita rifiutando qualsiasi tentativo di “morte programmata” basata su algoritmi o valutazioni di utilità.
Vigilanza sugli abusi e sostegno al clero fraterno
In una riunione a porte chiuse con i vescovi francesi, il Papa ha affrontato il delicato tema degli abusi sui minori all’interno della Chiesa. Ha riconosciuto il coraggio dimostrato dalle autorità francesi nel perseguire i responsabili, sottolineando la necessità di “ascolto, verità, giustizia e perdono”. La Chiesa, ha aggiunto, deve continuare su questa strada mantenendo “massima vigilanza”. Parallelamente, il cardinale Léon, presente al Santuario mariano, ha ribadito lo stesso impegno, invitando i sacerdoti a una vita trasparente e a un’identità cristiana chiara per favorire nuove vocazioni.
Incontri con personalità politiche e iniziative sociali
Durante il soggiorno, il pontefice ha anche avuto occasione di confrontarsi con figure di spicco della vita pubblica francese, tra cui la prima dama Brigitte Macron e la leader politica Marine Le Pen. Una visita al centro per rifugiati ha mostrato l’impegno della Santa Sede verso la solidarietà e l’accoglienza. Inoltre, la presenza di giovani neofiti, in seguito a un boom di battesimi adulti, ha evidenziato una rinascita della fede tra le generazioni più mature.
Il messaggio di Lourdes, quindi, si è articolato su tre assi fondamentali: difendere la dignità umana contro ogni forma di eutanasia, potenziare le cure palliative come risposta reale alla sofferenza, e garantire una vigilanza incrollabile su eventuali abusi clericali. Un invito a guardare la vita come un dono irrinunciabile, da custodire con amore e responsabilità.
