Il Partito Popolare Europeo (EPP) ha appena messo in moto una squadra operativa chiamata Win2029 con l’obiettivo di tracciare il programma elettorale per le elezioni del 2029. La decisione arriva in un momento di crescente affermazione dei partiti populisti di destra in tutta l’Unione, e dimostra la volontà dell’EPP di anticipare le prossime sfide politiche.
Il gruppo, istituito due settimane fa, è guidato dall’esponente spagnolo Esteban González Pons e supervisionato dal presidente del partito, Manfred Weber. Il compito principale è formulare una piattaforma sufficientemente attraente da riconquistare gli elettori persi a favore delle forze anti-europiane.
Creazione della task force Win2029 e obiettivi strategici
La nascita di Win2029 segna un avvio anormalmente precoce dei lavori elettorali: la legislatura del Parlamento europeo non è ancora a metà del suo mandato, ma la pressione per fermare l’ascesa dell’estrema destra è già palpabile.
Durante la fase di definizione, il gruppo dovrà produrre un programma che concili le esigenze dei numerosi partiti nazionali che compongono l’EPP, tenendo conto delle differenti realtà politiche. I primi incontri si sono svolti in un ritiro a Sicilia ad ottobre, per poi proseguire con il congresso primaverile a Roma. Il risultato finale dovrà essere pronto per la campagna elettorale del 2029, offrendo una risposta chiara alle sfide migratorie climatiche e sociali.
Il ruolo di Manfred Weber e Esteban González Pons
Manfred Weber, presidente del partito, ha sottolineato che la nuova piattaforma dovrà essere “veritiera per gli elettori”, evitando discorsi vaghi e puntando su proposte concrete. González Pons, a capo della task force, è responsabile di coordinare le varie delegazioni nazionali e di garantire che le proposte emergenti riflettano un consenso ampio. Weber ha già espresso, in una sede a Bruxelles, la necessità di una narrazione più decisa: politiche migratorie più rigide, investimenti maggiori per Frontex e una terminologia più dura, come la sostituzione di “migrazione irregolare” con “migrazione illegale”. Queste scelte indicano una spinta verso posizioni più conservatrici ma non ancora definitivamente a destra.
Divisioni interne sull’allineamento con l’estrema destra
Le discussioni interne all’EPP rivelano una frattura crescente su come relazionarsi con i partiti di destra radicale. Il vicepresidente Siegfried Mureșan ha avvertito che la polarizzazione sarà tra i populisti anti-europei e le forze del centro-destra, mentre il portavoce Pedro López de Pablo ha ribadito che la lotta contro l’estrema destra è la priorità assoluta. Tuttavia, la realtà politica differisce da paese a paese: in Polonia e Romania ogni forma di cooperazione con la destra estrema è un “rosso di confine”, mentre in Spagna, Svezia, Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi i governi hanno già sperimentato alleanze pragmatiche con tali movimenti.
Posizioni nazionali contrastanti
In Germania la questione è particolarmente spinosa. Alcuni esponenti di Berlino hanno iniziato a mettere in dubbio il tradizionale “firewall” contro l’Alternative für Deutschland (AfD), citando i recenti successi elettorali del partito. Al contrario, la maggioranza dei membri tedeschi dell’EPP a Bruxelles rimane ostile a qualsiasi forma di avvicinamento. La delegazione finlandese, guidata da Mika Aaltola ha evidenziato la tensione tra “contenuti” e “piattaforma centrista”. Questo dibattito è visibile anche nei verbali delle ultime sei mesi, dove i membri dell’EPP sono stati invitati a respingere le iniziative dei Patriots (gruppo di destra europea) e a sostenere proposte analoghe provenienti dall’European Conservatives and Reformists (ECR), il gruppo che include il presidente italiano Giorgia Meloni.
Decisioni recenti su migrazione e bilancio
Le tensioni si sono tradotte in azioni concrete. Il Parlamento ha recentemente approvato una modifica al bilancio a lungo termine, rimuovendo criteri verdi e di uguaglianza di genere su proposta della maggioranza di destra, nonostante l’impegno pubblico dell’EPP a mantenere una posizione centrista. Un altro caso emblematico riguarda la risoluzione sulla crisi migratoria a Ceuta. Dopo il fallimento dei negoziati con i Socialisti e Democratici, l’EPP ha deciso di sostenere una modifica dei Patriots per “includere” il gruppo, facilitando così il passaggio della proposta nonostante le riserve interne. Secondo le ultime cifre del 24 settembre 2026, più di 2.000 migranti vivono in un campo temporaneo a El Trampolín, evidenziando la complessità della questione migratoria per il partito.
Il dibattito interno si estende anche alle politiche sociali. Nel febbraio precedente, le ali di lavoratori, anziani e donne dell’EPP avevano proposto una risoluzione per rafforzare le protezioni sociali, ma le delegazioni austriache, finlandesi, tedesche e svedesi si erano opposte, sostenendo che tale orientamento contraddiceva le priorità di competitività. Analogamente, le discussioni su “budget di genere” in ambito sanitario hanno scatenato scontri tra parlamentari irlandesi, polacchi e lussemburghesi da un lato, e spagnoli e croati dall’altro, riflettendo la perdita di consenso su temi femministi.
