La scomparsa di Alessandro Venturelli, 20enne di Sassuolo, rimane un mistero irrisolto dal dicembre 2020. Dopo anni di ricerche e numerose segnalazioni senza esito, un nuovo avvistamento dall’Olanda accende la speranza che il giovane possa essere ancora vivo, vivendo in condizioni di estrema fragilità.
Ricerche, indizi e caratteristiche distintive di Alessandro Venturelli
L’attenzione si sposta verso il Nord Europa: prima della scomparsa, Alessandro aveva fatto ricerche sull’Olanda, elemento che rende plausibile la pista di Rotterdam. La madre è convinta che il figlio possa essere lì, probabilmente in uno stato di fragilità psicologica, ma non esclude alcuna ipotesi supportata da prove concrete. Il giovane è alto 1.70 m, ha capelli e occhi castani, lobi forati e tatuaggi distintivi sulle braccia, tra cui una data stilizzata.
Alessandro Venturelli scomparso, nuovo avvistamento: la segnalazione che riaccende le speranze
Da Rotterdam arriva un’indicazione che riaccende le speranze nella lunga vicenda di Alessandro Venturelli, il 20enne scomparso da Sassuolo nel dicembre 2020. Un testimone anonimo sostiene di aver visto il giovane nei pressi della stazione cittadina in condizioni di estrema indigenza, con uno zaino rosso come unico elemento riconoscibile. La notizia è stata confermata sui social dalla madre, Roberta Carassai, che da anni conduce una ricerca instancabile tramite l’associazione Nostos, creata per ritrovare persone scomparse.
“Non ci sono foto però di questo avvistamento e questo rende le cose molto più difficili“, ha spiegato Carassai, aggiungendo con amarezza: “Ad abbattermi è la consapevolezza che purtroppo siamo soli nelle nostre ricerche: le autorità sembrano essere sorde alle nostre segnalazioni“. La mancata collaborazione del testimone con le forze dell’ordine olandesi rende impossibile un intervento ufficiale, trasformando ogni segnalazione in un’indicazione frammentaria in un contesto già difficile.
Roberta Carassai lancia un appello urgente: “Qualsiasi avvistamento acquisisce maggiore rilevanza se corredato da foto“. Ogni immagine potrebbe rompere il silenzio delle istituzioni e fornire un concreto aiuto alle ricerche. L’associazione Nostos continua a coordinare segnalazioni e contatti sui social, facendo sentire la vicinanza di una comunità che non ha mai smesso di sperare. Per la famiglia, ogni nuovo indizio, anche piccolo, è una luce in un percorso segnato da anni di attesa e incertezza: “Alle ha portato con sé tutto quando è andato via“, ricorda Carassai, “ma noi non smetteremo mai di cercarlo“.