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Alessia Pifferi ammette: "Ho avuto rapporti sessuali a pagamento, ma mai davanti a Diana"

Alessia Pifferi ammette: "Ho avuto rapporti sessuali a pagamento, ma mai davanti a Diana"

I messaggi ambigui sul telefono della madre, che nega categoricamente gli abusi sulla figlia

Sta acquisendo sempre maggiori dettagli la triste vicenda legata alla morte di Diana Pifferi, bambina di un anno e mezzo trovata morta in casa della madre Alessia, colpevole di averla lasciata sola in casa per sei giorni per andare a trovare il fidanzato a Bergamo.

Gli esami tossicologici hanno già evidenziato che alla bimba sono stati somministrati tranquillanti sotto forma di benzodiazepine, ecco perché i vicini non l’hanno sentita piangere durante i giorni d’agonia, prima della morte per disidratazione.

La Pifferi ammette il sesso a pagamento, ma non davanti alla bambina

Interrogata dalla procura di Milano, la Pifferi ha negato in modo categorico che ci sia stato alcuno abuso sulla bambina, così come di non aver avuto rapporti sessuali di fronte alla piccola.

Le accuse, per il pm Francesco De Tommasi e Rosaria Stagnaro hanno origine dalla scoperta di alcuni messaggi dello scorso marzo con un uomo di 56 anni conosiuto su Tinder: «Voglio baciare anche Diana», diceva lui, «Lo farai» aveva risposto lei. 
La relazione con l’uomo in questione però sarebbe durata solo pochi giorni e in ogni caso:  «non c’è stato alcun rapporto sessuale con lui», anche perché la donna ammetteva in casa propria solo uomini con cui aveva relazioni stabili.

Era però abitudine della madre, mandare foto della propria figlia agli uomini con cui chattava, anche se non sono stati rilevati elementi che costituiscono reato, anche se per ammissione della stessa Pifferi avrebbe avuto diversi rapporti in cambio di denaro o regali.