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Allarme aviaria, boom di casi nel Regno Unito: scatta il lockdown per polli e tacchini

Allarme aviaria nel Regno Unito e non solo

Allarme aviaria, boom di casi nel Regno Unito: scatta il lockdown per polli e tacchini e il governo tiene sotto stretta osservazione le zone orientali

Allarme aviaria e boom di casi nel Regno Unito: scatta il lockdown per polli e tacchini mentre in Ue primeggia la Francia. Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali (DEFRA) e l’Agenzia per la salute degli animali e delle piante (APHA) hanno scritto: “Tutto il pollame e gli uccelli in cattività del Regno Unito dovranno rimanere rigorosamente chiusi in gabbia a partire dal prossimo 7 novembre“.

Il governo di Londra ha deciso dunque di contrastare la severa massiccia diffusione d’influenza aviaria nel paese: oltre 200 i casi confermati dalla fine di ottobre 2021 ad oggi. 

Aviaria, boom di casi nel Regno Unito 

E il rischio? Viene classificato come “estremamente alto” per il fattore infezione da e per gli uccelli selvatici. Christine Middlemiss, capo dell’ autorità veterinaria del governo del Regno Unito, ha parlato di “rapida escalation del numero di casi negli uccelli da cortile e gli allevamenti commerciali di tutta l’Inghilterra, il rischio che gli uccelli tenuti in gabbia possano essere esposti a malattie ha raggiunto un livello tale da giustificare la misura del governo fino a nuovo avviso”.

Quali sono le regioni più colpite? Quelle orientali, Norfolk, Suffolk ed Essex con 14 i focolai

Francia e Italia primi paesi Ue per contagi

La norma prevede che “gli allevatori del Regno che possiedono oltre 500 volatili sono obbligati a limitare gli ingressi nelle loro attività solo al personale aziendale”.Un agricoltore ha parlato di “situazione terrificante, conosco due produttori stagionali che hanno avuto focolai nei loro allevamenti e hanno perso circa la metà dei loro tacchini“.

Ed Europa tutta ed Unione Europea fanno i conti con un problema simile:  l’Italia ad esempio è al secondo posto per numero di contagi negli allevamenti (317) dopo la Francia (1.383).