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Allarme di Confindustria: “Nei prossimi mesi la tenuta delle imprese è a rischio”

"Si prevede un calo dell'1,5% a marzo e del 2,9% nel primo trimestre 2022, perciò nei prossimi mesi la tenuta delle imprese è a rischio”: sos di Confindustria

La presentazione del report del Centro Studi Confindustria

Allarme forte e chiaro di Confindustria: “Nei prossimi mesi la tenuta delle imprese è a rischio”. Ad evidenzialo il  report del Centro Studi di Viale dell’Astronomia che ha stimato gli effetti della guerra attraverso le parole del direttore Alessandro Fontana. E i risultati sono evidenti e poco piacevoli: “Gli indici di sentiment sull’attività imprenditoriale e di fiducia, che a marzo risultano essere in flessione, preannunciano rilevanti ripercussioni sull’effettiva capacità di tenuta delle imprese nei prossimi mesi”. 

Confindustria: “Tenuta delle imprese a rischio”

Insomma, grazie anche agli effetti della guerra della Russia all’Ucraina si prevede un calo dell’1,5% a marzo e del 2,9% nel primo trimestre 2022. La produzione industriale è in potenziale affanno e già nel mese di marzo è scesa dell’1,5%, dopo il rinfrancante rimbalzo di febbraio a+1,9% e la doccia scozzese del conflitto. Nel primo trimestre dell’anno il Centro Studi di Confindustria stima una diminuzione della produzione industriale “del 2,9% rispetto al quarto trimestre del 2021”.

Una diminuzione che “inciderà negativamente sulla dinamica del Pil“. 

A marzo volumi degli ordini scesi dello 0,8%

E ancora, secondo relazione del Css: “Le dinamiche inedite dei prezzi delle commodity, con particolare riferimento al rincaro del gas naturale che esibisce tassi di variazione a 4 cifre (+1.217% in media nel periodo del conflitto sul pre-Covid) e quello del Brent, che è a 3 cifre (+104%) misurano l’ordine di grandezza dello shock di offerta che sta colpendo l’attività economica italiana ed europea”.

E gli ordini? In volume a marzo sono scesi dello 0,8% rispetto a febbraio, quando erano scesi dello 0,1% su gennaio. La chiosa non è incoraggiante: si tratta di “dati molto negativi per le prospettive della produzione da aprile”.

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