Il centrodestra aveva proposto Trifone “Nuccio” Altieri per la carica di presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) poco dopo l’approvazione della designazione da parte del Consiglio dei ministri. La nomina, annunciata con grande clamore, doveva rappresentare un segnale di continuità nella lotta alla corruzione. Tuttavia, pochi giorni dopo la proposta, la questione è stata riscoperta alla luce del decreto istitutivo dell’ANAC, che contiene una clausola restrittiva sulle incompatibilità.
Il decreto, pubblicato pochi giorni prima della designazione, stabilisce in maniera chiara che non può ricoprire la carica chi ha svolto incarichi politici nei tre anni precedenti. Si tratta di una norma introdotta per garantire la terzietà assoluta dell’autorità, evitando conflitti di interesse che potrebbero compromettere la credibilità dell’ente. Il criterio dei tre anni è stato inserito per creare un “periodo di pulizia” tra l’attività politica e quella di controllo anticorruzione.
Nomina di Trifone Altieri alla presidenza dell’ANAC
Trifone Altieri, noto anche come Nuccio Altieri, ha ricoperto diversi ruoli istituzionali di rilievo nell’ultimo decennio, tra cui la carica di sindaco e la presidenza di un’importante associazione di categoria. Il suo profilo, consolidato nella rete politica del centrodestra, lo aveva reso un candidato appetibile per il governo, che mirava a rafforzare la presenza di figure con esperienza amministrativa all’interno dell’ANAC.
La sua proposta, però, è incrociata con l’esigenza di rispetto della normativa sul conflitto di interessi.
Decreto istitutivo dell’ANAC e criterio di incompatibilità
Il decreto istitutivo dell’ANAC, entrato in vigore poco prima della designazione, prevede esplicitamente che la carica di presidente non sia accessibile a chi ha ricoperto incarichi politici nei tre anni precedenti. Questa disposizione è stata introdotta per garantire un livello massimo di indipendenza rispetto alle forze politiche, evitando che decisioni di vigilanza possano essere influenzate da legami recenti con partiti o istituzioni. La norma, infatti, si fonda sul principio che l’autonomia dell’ANAC debba essere percepita come inalterata da pressioni esterne.
Norma sui tre anni precedenti
Il requisito dei tre anni è stato oggetto di dibattito sin dalla sua introduzione. Da un lato, sostenitori affermano che la regola crea una barriera efficace contro possibili conflitti di interesse; dall’altro, critici ritengono che possa limitare ingegnosamente la scelta di candidati competenti con esperienza politica. Nel caso specifico di Altieri, il suo ultimo incarico politico risale a meno di tre anni fa, rendendolo automaticamente incompatibile secondo la normativa vigente.
Le reazioni e il ritiro della candidatura
Dopo la scoperta dell’incompatibilità, il centrosinistra ha inviato una lettera alla premier chiedendo un immediato blocco della nomina, sottolineando la necessità di terzietà assoluta per l’ANAC. Contestualmente, il candidato ha deciso di ritirarsi, ammettendo che la legge non consentiva la sua permanenza nella corsa. Il ritiro è avvenuto in meno di 24 ore dalla sua designazione, segnando un episodio raro di correzione rapida nella politica italiana.
Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla trasparenza nelle nomine istituzionali e sulla capacità delle istituzioni di vigilare sui propri membri. Molti osservatori ritengono che la vicenda possa servire da monito per future proposte, ricordando che la credibilità dell’ANAC dipende dalla percezione di imparzialità e dall’adesione rigorosa alle regole di incompatibilità. Nel frattempo, il governo dovrà individuare un nuovo candidato che rispetti i criteri stabiliti, garantendo così la continuità dell’attività anticorruzione.
