> > USA spinge per un accordo di sicurezza con la Russia, l’Europa dubita

USA spinge per un accordo di sicurezza con la Russia, l’Europa dubita

USA spinge per un accordo di sicurezza con la Russia, l’Europa dubita

Il governo Trump presenta una proposta di sicurezza che coinvolge Russia, Ucraina e tutta l’Europa, ma gli alleati temono un used finale a favore di Mosca.

Il 6 novembre 2026 a Bruxelles è emersa una proposta poco chiara della Casa Bianca: un nuovo accordo di sicurezza europeo che includerebbe la Russia. L’iniziativa, annunciata dal presidente Donald Trump dopo un incontro con l’inviato di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ha immediatamente scatenato dubbi tra i capitali europei, preoccupati di vedere indebolita la struttura già esistente di NATO e dell’Unione Europea.

Proposta americana per una nuova architettura di sicurezza europea

Trump ha definito l’idea una “big, beautiful agreement”, aggiungendo che “coinvolgerà più dell’Ucraina e potrà interessare tutta l’Europa”. Il figlio del presidente, Jared Kushner, ha poi illustrato cinque obiettivi: consultazioni di sicurezza permanenti, comunicazioni di crisi affidabili, trasparenza militare aumentata, misure reciproche per ridurre i rischi di escalation e un quadro duraturo per la stabilità europea.

Obiettivi fissati da Jared Kushner

Il ventaglio di punti proposti da Kushner appare ambizioso, ma resta vago. Consultazioni permanenti promettono un dialogo costante tra le parti; comunicazioni di crisi dovrebbero ridurre i malintesi in caso di tensioni; maggiore trasparenza militare implica scambi di informazioni su movimenti e esercitazioni; le misure reciproche mirano a frenare qualsiasi escalation; infine, la struttura a lungo termine dovrebbe garantire una sicurezza stabile post-conflitto.

Reazioni dell’UE e della NATO

Le critiche sono arrivate subito da Kaja Kallas, capo della politica estera dell’UE, che ha ricordato l’esistenza di un’architettura già consolidata: NATO e UE svolgono ruoli complementari. Kallas ha sottolineato che Ucraina deve essere integrata pienamente nel sistema di sicurezza europeo e che “Putin non ha alcun veto sulla sicurezza del continente”. Tre diplomatici della NATO hanno confermato che gli alleati non erano stati informati in anticipo del piano americano, alimentando il senso di sfiducia.

Preoccupazioni su Russia e su un possibile legame con le truppe USA

Un altro punto dolente è l’eventuale collegamento dell’iniziativa a una revisione prevista per dicembre del numero di truppe statunitensi in Europa. Un diplomatico della NATO ha definito questo “l’elefante nella stanza”, temendo che la proposta possa servire da copertura a un ritiro o a un ridimensionamento della presenza militare americana, con conseguenze imprevedibili per la difesa collettiva.

Incontri diplomatici a Bruxelles e Abu Dhabi

Nel frattempo, a Bruxelles si sono tenuti due cicli di lavori su un possibile accordo di pace per l’Ucraina, preparatori dei colloqui che gli Stati Uniti medieranno ad Abu Dhabi il 10-11 novembre. Lo special envoy Steve Witkoff ha dichiarato che gli USA agiranno da mediatori tecnici, concentrandosi su architettura di sicurezza post-guerra, de-escalation, aiuti umanitari e ricostruzione. La stessa settimana, rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, UE e NATO hanno discusso garanzie di sicurezza per Kiev e opportunità economiche per la ricostruzione.

Il ruolo di Ucraina nella nuova architettura

Il presidente lituano Gitanas Nausėda, a capo di un incontro dei Paesi nordici e baltici, ha ribadito che l’Europa deve avere un posto al tavolo delle trattative sulla pace e sulla futura architettura di sicurezza. Anche Kaja Kallas ha insistito sul fatto che l’Ucraina non può essere esclusa dal nuovo disegno, poiché il conflitto in corso resta il fulcro della vulnerabilità europea. Il governo polacco, rappresentato dal premier Donald Tusk, ha avvertito che la volontà di Putin di negoziare potrebbe diminuire con l’arrivo dell’inverno.

La proposta americana, pur avendo l’auspicio di creare un “ambiente di sicurezza più stabile e prevedibile”, si scontra con una realtà europea che considera la struttura attuale – NATO e UE – già sufficiente, purché includa l’Ucraina. La sfida per i negoziatori sarà conciliare le ambizioni di Washington con le legittime preoccupazioni di Bruxelles, mentre le trattative ad Abu Dhabi rappresentano il prossimo banco di prova per una pace duratura.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app