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Designazione di agenti stranieri per Peaceful Russia e Rassvet

Designazione di agenti stranieri per Peaceful Russia e Rassvet

I due partiti di opposizione anti‑Kremlin vengono etichettati agente straniero dal governo russo.

Il Ministero della Giustizia ha effettuato una nuova ondata di provvedimenti contro l’opposizione, soprannominando agenti stranieri due formazioni politiche che si oppongono alla Presidenza di Vladimir Putin. La decisione, annunciata venerdì, si colloca nel più ampio contesto di repressione che ha visto, negli ultimi mesi, un’accelerazione delle misure volte a soffocare le voci critiche.

La lista pubblicata comprende, oltre ai partiti, una serie di individui, media e canali social, tutti accusati di diffondere notizie “false” sul governo e di danneggiare il sistema elettorale russo. Gli esperti legali hanno definito tale inserimento come una forma di “civic death”, poiché chi è incluso perde il diritto al supporto consolare e non può più cedere proprietà situate in Russia.

Peaceful Russia e Rassvet inseriti nella lista degli agenti stranieri

Il partito Peaceful Russia, lanciato all’inizio dell’anno da ex prigionieri politici e da Ilya Yashin, ex consigliere del consiglio di Mosca, mira a riunire la frammentata opposizione anti-guerra. Yashin ha respinto categoricamente la designazione, accusando il Cremlino di operare “come agenti stranieri” e di trasformare la nazione in un semplice avamposto di risorse per la Cina.

Al contempo, il sistema politico Rassvet, fondato dalla candidata presidenziale del 2024 Yekaterina Duntsova, ha rigettato le accuse di finanziamento estero, definendo l’operato del Ministero illegittimo. In una nota, la coalizione ha dichiarato che le autorità stanno “sicurezza verso il divieto totale dell’attività di opposizione”. Nessuno dei due gruppi è attualmente registrato come partito ufficiale.

Altri soggetti etichettati come “agenti stranieri”

Accanto ai partiti, la lista comprende la poetessa e attivista femminista Galina Rymbu, il commentatore economico Boris Grozovsky, il giornalista Marat Temirov e gli attivisti Lyudmila Garina e Nikita Rodkin. È stato inserito anche il canale Telegram della guaritrice occulta Svetlana Lada-Rus e il sito investigativo Razoblacheno, accusato di promuovere proteste non autorizzate. Tutti questi soggetti hanno subito restrizioni che impediscono loro di viaggiare, di gestire patrimonio e di ricevere assistenza consolare.

Le conseguenze pratiche per gli inseriti

L’appartenenza al registro di agenti stranieri comporta il divieto di vendere beni immobili in Russia, la cancellazione di ogni supporto diplomatico da parte delle ambasciate e l’obbligo di segnalare ogni attività finanziaria alle autorità. Le sanzioni mirano a isolare le figure dell’opposizione, rendendo difficile qualsiasi operazione sia politica sia personale.

Il registro creato da Putin: origini e impatto

Il presidente Putin ha istituito il registro ad agosto, con la prima inserzione avvenuta il 23 ottobre, quando 12 oppositori furono catalogati come “agenti stranieri”. Da allora, il numero di nominati è aumentato costantemente, includendo ora anche giornalisti esiliati come Yury Dud e Alexander Nevzorov, nonché politici Leonid Volkov e Dmitry Gudkov. Gli analisti descrivono il provvedimento come parte di una strategia più ampia volta a eliminare qualsiasi forma di organizzazione politica al di fuori del controllo statale.

La recente estensione del registro rappresenta un chiaro segnale dell’intenzione del Cremlino di neutralizzare ogni forma di dissenso, tradotto in pratiche legali che limitano la libertà di espressione, il finanziamento estero e la partecipazione politica. Per gli attivisti e i media colpiti, la prospettiva è quella di un’escalation di repressività che renderà sempre più difficile operare dentro o fuori i confini russi.

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