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Tre calciatori condannati per violenza sessuale: le parole della vittima e la sentenza

Tre calciatori condannati per violenza sessuale: le parole della vittima e la sentenza

Foto: IPA

Violenza sessuale, ex calciatori del Bra condannati: pene fino a quattro anni e due mesi per gli abusi denunciati da una studentessa di 20 anni.

Tre condanne, pene fino a oltre quattro anni di carcere e risarcimenti per la vittima e la sua famiglia. Si è chiuso con la sentenza di primo grado il processo ai tre ex calciatori del Bra, accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa ventenne di Torino. Al centro della vicenda, una serata di festeggiamenti per la promozione della squadra in Serie C, le chat tra i giocatori e un video condiviso all’insaputa della giovane.

La festa per la promozione in Serie C e la violenza denunciata dalla ventenne: le chat dei calciatori

I fatti risalgono alla notte del 30 maggio 2025, a Bra, in provincia di Cuneo, durante i festeggiamenti organizzati per celebrare il ritorno della squadra in Serie C, conquistato circa un mese e mezzo prima. Come riportato dal Corriere, la studentessa, che conosceva già una persona legata al club, aveva trascorso la serata in città e aveva successivamente accettato l’invito a raggiungere il calciatore nel suo appartamento.

Una volta arrivata nell’alloggio, condiviso con altri giocatori, sarebbe stata raggiunta dagli altri due. Secondo la ricostruzione accusatoria, proprio in quella circostanza si sarebbe consumata la violenza sessuale di gruppo.

A interrompere quanto stava accadendo sarebbe stata un’amica della giovane, intervenuta dopo aver avvisato altri componenti della squadra e minacciato di contattare i carabinieri.

La denuncia è stata presentata tre giorni più tardi, dopo che la ventenne aveva raccontato l’accaduto e si era sottoposta ad accertamenti presso l’ospedale Sant’Anna di Torino.

Un elemento importante dell’inchiesta è rappresentato dalle conversazioni scambiate dagli imputati e da altri componenti della squadra nelle ore successive all’episodio. Nella chat We are Champs sarebbero stati condivisi filmati a contenuto sessuale, all’insaputa della studentessa. Durante il procedimento, le difese hanno respinto le accuse, sostenendo che la giovane fosse «sempre pienamente cosciente e libera di allontanarsi dall’abitazione» e che non avesse manifestato alcun dissenso. Un’impostazione contestata dalla ricostruzione accolta in primo grado, secondo la quale i tre avrebbero agito «abusando delle condizioni di inferiorità psichica e fisica» della ragazza.

Bra Calcio, condannati tre ex calciatori per violenza sessuale di gruppo: le pene e i risarcimenti

Come riportato da Torino Today, si sarebbe concluso con tre condanne il processo di primo grado a carico dei tre ex calciatori del Bra accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa universitaria torinese di vent’anni. La sentenza è stata pronunciata il 5 novembre 2026, al termine del procedimento celebrato con rito abbreviato. Due pare debbano scontare quattro anni e due mesi di reclusione ciascuno, mentre per il terzo la pena stabilita pare sia di tre anni, otto mesi e venti giorni. Le condanne, già comprensive dello sconto di un terzo previsto per il rito scelto dagli imputati, superano le richieste avanzate dal sostituto procuratore.

Oltre alle pene detentive, il tribunale avrebbe disposto il riconoscimento di un risarcimento economico in favore della giovane e dei suoi familiari. Secondo quanto riportato nella sentenza, alla persona offesa, spetterebbe una provvisionale di 150mila euro, immediatamente esecutiva, alla quale si aggiungeranno le ulteriori somme che verranno definite in sede civile. Anche i genitori della studentessa avrebbero ottenuto il riconoscimento di un risarcimento.

Nel procedimento, un ex calciatore avrebbe risposto inoltre di revenge porn per aver condiviso nella chat WhatsApp della squadra, chiamata We are Champs, un filmato che documentava quanto accaduto nell’abitazione. Al termine della lettura del dispositivo, il legale della ragazza ha commentato positivamente l’esito del processo: «Sono soddisfatto della sentenza pronunciata oggi. Non allevia il dolore che la mia assistita sta attraversando, ma spero sia un punto solido da cui ripartire per il suo futuro».

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