Il 6 novembre 2026 il Pontefice Papa Leone XIV ha lasciato l’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Roma-Fiumicino alle ore 07.05 a bordo di un ITA Airways A330-900. Prima della partenza, il Santo Padre ha inviato un telegramma al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, affidandogli i desideri di pace per le popolazioni che avrebbe raggiunto.
Durante la traversata, ha trasmesso messaggi di saluto ai capi di Stato di cinque nazioni sorvolate, tra cui la Francia, l’Algeria, la Mauritania, il Senegal e il Brasile.
Arrivo a Montevideo e accoglienza popolare
L’aereo papale è toccato il suolo dell’Aeroporto internazionale di Montevideo-Carrasco “General Cesáreo L. Berisso” alle 16.19 (ora locale), corrispondenti alle 20.19 di Roma.
All’ingresso della pista lo ha atteso il Presidente dell’Uruguay, accompagnato da due bambini che gli hanno porgerò dei fiori. Dopo aver salutato la Guardia d’Onore, il Papa si è diretto verso la base della Fuerza Aérea Uruguaiana, dove è avvenuta la presentazione della delegazione nazionale.
La cerimonia in Plaza Independencia
Successivamente, il Pontefice è stato trasportato in auto aperta verso la Plaza Independencia.
Lì, una folla stimata intorno ai 30 000 fedeli e curiosi ha accolto il suo arrivo con canti, bandiere e applausi. Durante il discorso inaugurale, il Papa ha ringraziato i medici che lo hanno assistito dopo l’intervento chirurgico del 13 ottobre, in cui è stato rimosso un tumore maligno al polmone destro. Ha dichiarato: «Recentemente ho sperimentato i limiti imposti dalla malattia e sono profondamente grato per le cure ricevute».
Messaggi sulla salute e l’inclusività
Il Santo Padre ha usato l’occasione per lanciare un appello globale alla diagnosi precoce. Rivolgendosi a chi è affetto da cancro, ha esortato: «Non avere paura, la diagnosi precoce è la strada migliore, quindi i controlli regolari sono una benedizione». Ha sottolineato che l’accesso alle cure non deve dipendere dalle risorse personali, invitando le società a garantire assistenza sanitaria a tutti. Inoltre, ha ricordato il tempo trascorso presso l’Ospedale Gemelli, dove ha letto il breviario, giornali e ha tenuto viva la sua passione per il tennis, promettendo di riprenderlo appena possibile.
Riflessioni civiche e voti
Nel corso delle interviste, Leone XIV ha espresso orgoglio per il diritto di voto negli Stati Uniti, dichiarando di essere “fiero di essere americano e di esercitare il diritto di voto”. Ha aggiunto che, se avesse potuto, avrebbe votato anche in Perù, dove possiede la cittadinanza, ma la “possibilità tecnica” non lo ha permesso. Queste osservazioni hanno arricchito il quadro di una visita che unisce religiosità, salute pubblica e cittadinanza attiva.
Prossima tappa: Paysandú
Il viaggio prosegue verso la città di Paysandú, dove il Papa celebrerà una Santa Messa nel Parque París Londres. L’evento sarà nuovamente trasmesso dal Vaticano e rappresenterà l’ultimo momento di incontro diretto con la popolazione uruguaiana prima della partenza per l’Argentina e il Perù, prevista per i giorni successivi del tour apostolico.
