Il governo guidato da Giorgia Meloni aveva introdotto la designazione di Trifone “Nuccio” Altieri, esponente della Lega, a capo dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). La proposta è stata avanzata il 27 settembre, a pochi giorni dalla nomina di Altieri a responsabile del dipartimento Difesa interno al partito, incarico poi revocato per conflitti di interesse con la sua posizione nel CDA di Leonardo.
In meno di ventiquattr’ore la vicenda si è trasformata in una disputa aperta tra le forze di governo e le opposizioni.
Le formazioni di opposizione – PD, M5S, AVS, Italia Viva, +Europa e Azione – hanno subito contestato la scelta, sostenendo che Altieri fosse incompatibile con i requisiti di indipendenza previsti dalla legge. Hanno inviato una lettera congiunta alla premier, chiedendo il ritiro della nomina e l’avvio di un confronto istituzionale trasparente.
Il governo, dal canto suo, ha dichiarato di aver informato preventivamente i principali partiti di opposizione, senza aver ricevuto obiezioni formali.
La designazione e le prime reazioni
La procedura di nomina, avviata dal Consiglio dei Ministri, si è basata sulla convinzione del governo che la scelta fosse legittima e rientrante nelle proprie competenze.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha difeso apertamente la decisione, affermando che non vi erano contrarietà da parte dei partiti avversari. Tuttavia, Matteo Salvini, vicepresidente del Governo, ha precisato di confidare nella regolarità dell’intera operazione, pur riconoscendo la forte pressione mediatica.
Le ragioni dell’opposizione
Le opposizioni hanno richiamato l’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 150/2009, che esclude dalla carica del presidente dell’Anac chi abbia ricoperto incarichi elettivi o politici nei tre anni precedenti. Altieri, eletto deputato con Forza Italia e poi passato alla Lega, nonché componente del CDA Leonardo, rappresentava, secondo loro, una violazione di tale requisito di terzietà. Oltre al vincolo temporale, hanno sottolineato il rischio di conflitti d’interesse con la sua esperienza nell’industria della difesa.
Ritiro della candidatura e dichiarazioni di Altieri
Dopo aver discusso personalmente con la presidente Meloni e i vicepresidenti Salvini e Tajani, Altieri ha comunicato il ritiro della propria disponibilità. Nella sua dichiarazione ha affermato: “Pur possedendo i requisiti e le competenze necessari, ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale, di ritirare la mia disponibilità”. Ha aggiunto di essere “dispiaciuto per gli attacchi mediatici e le polemiche” nonostante il suo percorso professionale in realtà istituzionali e industriali.
Le conseguenze per il Consiglio dei Ministri
Con la rinuncia di Altieri la procedura di nomina si interrompe, obbligando il Consiglio dei Ministri a riavviare il percorso di selezione. La stessa autorità, guidata temporaneamente dal giurista Giuseppe Busia fino alla conferma del successore, resta sotto osservazione per garantire la continuità del ruolo di vigilanza sugli appalti pubblici. Parallelamente, il centro-sinistra ha contestato anche la candidatura del deputato Lega Giulio Centemero a commissario della Consob, accrescendo la tensione politica attorno alle nomine di alto profilo.
