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Approvata la legge Salvamare: cos’è e cosa cambia adesso?

A quattro anni di distanza dalla sua presentazione alla Camera, la legge Salvamare è stata definitivamente approvata: cos'è?

Legge Salvamare

Il Senato ha approvato in via definitivo la Legge Salvamare, il provvedimento che consente ai pescatori di portare sulla terraferma i rifiuti recuperati accidentalmente in acqua. L’Aula si è espressa con 198 voti a favore, nessun voto contrario e 17 astenuti.

Legge Salvamare: cos’è

Come predetto, la norma permette ai pescatori di portare nei porti la plastica che recuperano accidentalmente con le reti durante la pesca (sia nei mari che nei laghi e nei fiumi). Le autorità portuali sono da oggi obbligate a prenderla e farsene carico in apposite isole ecologiche, per poi riciclarla. Prima che venisse approvata la legge, i pescatori dovevano invece ributtare i rifiuti in mare per non rischiare una denuncia penale per trasporto illegale di rifiuti.

Oltre a ciò, il provvedimento prevede anche l’avvio di campagne di sensibilizzazione e di attività di educazione ambientale nelle scuole e tra i cittadini. “Prima era possibile ma non obbligatorio. Da adesso sì. Inoltre, tutte le scuole dovranno fare raccolta differenziata con l’aiuto degli studenti“, ha affermato in merito l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa che nel 2018 aveva presentato la legge.

Legge Salvamare: 30 mila tonnellate in meno di rifiuti

L’Associazione Fedagripesca-Confcooperative ha reso noto che, se i pescatori portassero a terra tutti i rifiuti che recuperano con le loro reti, in 10 anni il mare si libererebbe da almeno 30 mila tonnellate di rifiuti. Entro quattro mesi dall’entrata in vigore della legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari, e forestali e il Ministro della transizione ecologica dovranno emanare un decreto che individuerà misure premiali nei confronti dei comandanti dei pescherecci che raccolgono le plastiche.

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