> > Assalto alla filiale Credit Agricole al Vomero: 25 ostaggi e fuga tramite fogne

Assalto alla filiale Credit Agricole al Vomero: 25 ostaggi e fuga tramite fogne

Assalto alla filiale Credit Agricole al Vomero: 25 ostaggi e fuga tramite fogne

Poche ore di terrore in una banca al Vomero: come si sono svolti assalto, liberazione degli ostaggi e la possibile fuga dei rapinatori

Il 16 aprile 2026 una filiale del Credit Agricole situata in Piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere del Vomero a Napoli, è stata teatro di una rapina che ha tenuto in ostaggio 25 persone tra clienti e dipendenti. Secondo i testimoni i malviventi hanno sfondato la vetrata usando un’auto come ariete e, una volta all’interno, si sono barricati trattenendo i presenti.

Alcune descrizioni parlano di individui con tute scure e volti nascosti da maschere di cartapesta raffiguranti volti famosi, un dettaglio che ha contribuito a creare forte impressione tra i presenti.

Dopo l’allarme sono intervenuti sul posto i carabinieri che hanno messo in sicurezza il perimetro e i Vigili del Fuoco che hanno supportato le operazioni forzando l’ingresso con un ariete per aprire un varco.

È partita una trattativa con i rapinatori che, alla fine, ha portato alla liberazione integrale degli ostaggi; sei persone hanno ricevuto assistenza medica sul posto per lievi forme di stato di shock, senza ferite gravi. Nel pomeriggio è entrato in scena anche il nucleo speciale del Gis, ma all’interno della filiale non è stato trovato alcun sospetto.

Cronologia e dinamica dell’assalto

Le ricostruzioni indicano che la banda ha agito con rapidità e propositi mirati: una vetrina è stata abbattuta dall’auto, poi i rapinatori hanno preso il controllo dei locali. I testimoni parlano di un gruppo composto da almeno tre fino a cinque persone. L’obiettivo pare fossero le cassette di sicurezza e altri punti che conservano denaro o effetti di valore, ma al momento il bottino non è quantificabile. Emergono anche ipotesi su un accesso preesistente all’edificio: sarebbe stato praticato un buco nella struttura o nel pavimento, una tecnica che alcuni gruppi hanno utilizzato in passato per entrare senza passare dall’ingresso principale.

Metodi e travestimenti

I dettagli sui travestimenti hanno colpito l’opinione pubblica: le maschere di carta pesta e le tute scure, oltre all’uso di un’auto come ariete, denotano una pianificazione studiata per creare confusione e ridurre la riconoscibilità. L’uso delle maschere di cartapesta può avere una valenza sia intimidatoria sia pratica, per ostacolare identificazioni rapide. Le autorità stanno comparando queste modalità con altri colpi analoghi per capire se si tratti di una banda già nota alle forze dell’ordine.

Intervento delle forze dell’ordine e rilievi

Sul luogo dell’assalto sono intervenuti vari corpi: oltre ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco, sono arrivati specialisti della Polizia Scientifica per i rilievi, mentre il procuratore capo Nicola Gratteri ha seguito gli sviluppi della vicenda. Il Prefetto di Napoli ha confermato l’impegno delle forze dell’ordine nel presidiare ingressi e vie di fuga. Nei pressi della banca è stata trovata un’auto sospetta con targa artigianale, ora sotto esame: i rilievi tecnici e le analisi sulla scena cercheranno tracce utili a risalire agli autori.

Il ruolo dei Vigili del Fuoco e dei rilievi tecnici

I Vigili del Fuoco non solo hanno forzato la vetrata con l’ariete per consentire l’ingresso dei soccorritori, ma hanno anche aperto il veicolo rinvenuto vicino alla banca per permettere alla Polizia Scientifica di eseguire i controlli. Le operazioni hanno permesso la rapida uscita degli ostaggi e la raccolta di elementi fondamentali per le indagini, come impronte, tracce biologiche e materiali riconducibili alla dinamica dell’assalto. Il lavoro della scientifica sarà cruciale per collegare strumenti, veicoli e persone coinvolte.

Ipotesi sulla fuga e prossimi passi investigativi

Le forze dell’ordine stanno indagando su una fuga avvenuta attraverso la rete fognaria o un passaggio praticato nelle strutture adiacenti alla filiale: la presenza di un canale che collega la zona all’entrata della metropolitana alimenta l’ipotesi che i rapinatori si siano mossi sottoterra per uscire inosservati. Le ricerche proseguono con battute sul territorio, ispezioni nei tunnel e verifiche incrociate delle immagini di videosorveglianza. Per gli investigatori la priorità è ricostruire la ricostruzione dei movimenti del gruppo e rintracciare il percorso della fuga.

In sintesi, l’episodio al Vomero ha avuto esito favorevole per le persone trattenute, ma lascia ancora molte domande aperte: il valore del bottino è incerto, i responsabili sono in fuga e le indagini sono in pieno sviluppo. Le autorità invitano chi avesse visto movimenti sospetti o dispone di immagini utili a contattare gli inquirenti; ogni informazione può essere determinante per chiudere il cerchio su un assalto che ha richiamato l’attenzione per la sua rapidità e per le modalità di esecuzione.