La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è finita sotto accusa per le sue reazioni pubbliche alla scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation, dove a Capodanno 2026 un incendio ha provocato 40 morti e 116 feriti. L’attacco più duro è arrivato in diretta su La7 da Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano.
Controversie politiche e diplomatiche intorno a Crans-Montana
La scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, ha scatenato un acceso dibattito che va ben oltre l’ambito giudiziario, coinvolgendo politica e media. Al centro delle polemiche c’è la reazione del governo italiano, in particolare della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, le cui dichiarazioni sono state giudicate da molti “eccessive e improprie”.
L’intervento più netto è arrivato da Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, che ha criticato la gestione politica della vicenda. Travaglio evidenzia una confusione di fondo tra piani politico e giudiziario, osservando che “le dichiarazioni della premier rivelano una confusione di fondo tra piani diversi: quello politico e quello giudiziario”, un errore che, a suo avviso, appare ancor più evidente quando si considerano i principi basilari dello Stato di diritto.
Dopo la concessione della libertà provvisoria da parte delle autorità del Canton Vallese, il governo italiano ha reagito con atti concreti: richiamo dell’ambasciatore, protesta formale alla procuratrice generale Béatrice Pilloud e richiesta di una squadra investigativa italo-svizzera per accelerare le indagini. Meloni ha inoltre contattato direttamente il presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin, sollecitando un processo “equo e rapido”. Dal lato svizzero, la risposta è stata prudente e istituzionale: Parmelin ha riconosciuto il dolore italiano, ma ha ribadito l’indipendenza della magistratura, sottolineando che “in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti”.
“Fattelo spiegare, analfabeta”, attacco in diretta a Meloni: Gruber in silenzio
Marco Travaglio concentra la sua critica sulla contraddizione della politica italiana, accusata di violare i principi del garantismo che per anni ha proclamato. “Il problema di pulpito è che noi siamo infestati da 30 anni da sedicenti garantisti… improvvisamente questo qua è diventato il colpevole e lo trattano come se fosse un colpevole, ma non sanno che, rispettando i loro canoni di giudizio, questo signore è un presunto innocente”, ha dichiarato Travaglio a Otto e mezzo. Secondo lui, vi è un evidente fraintendimento tra presunzione di innocenza e presunzione di non colpevolezza, concetti spesso confusi nel dibattito politico ma fondamentali in uno Stato di diritto.
Il direttore sottolinea inoltre un problema di indirizzo: criticare una decisione giudiziaria estera significa rivolgersi agli organi competenti, non al governo di un altro Paese: “Il governo non fa le sentenze, non arresta o scarcera la gente, né ordina ai giudici di arrestare o di scarcerare, perché altrimenti sarebbe un’autocrazia. Ma poi questi analfabeti non sanno che in Italia il Moretti non solo sarebbe stato scarcerato, ma non sarebbe stato nemmeno arrestato, perché in Italia le pene per l’omicidio colposo e i reati colposi, e quella è una strage colposa, sono talmente basse che non viene mai arrestato nessuno”.
A supporto della sua tesi cita il pm Raffaele Guariniello, protagonista di storiche inchieste su sicurezza sul lavoro e disastri industriali, come i processi Thyssenkrupp ed Eternit, in cui le difficoltà della giustizia italiana nel perseguire penalmente i vertici delle grandi aziende risultano evidenti. “Se applicassimo in Italia l’arresto per omicidio colposo ai grandi gruppi imprenditoriali, quelli ai quali poi muore qualcuno nei cantieri o sul posto di lavoro, vorrei vedere cosa fanno questi coraggiosi che vogliono arrestare Moretti con tutti i loro amici imprenditori. A quelli di solito vengono diminuite le pene”, ha sottolineato il direttore.
Per Travaglio, il caso Crans-Montana mette in luce una doppia morale: la severità selettiva contro imprenditori stranieri rispetto alla gestione interna di tragedie simili, e l’uso politico del dolore che rischia di offuscare l’obiettivo primario, ossia l’accertamento delle responsabilità nel rispetto delle regole del diritto.
La #meloni è un”analfabeta, dovrebbe farsi spiegare l’Abc del diritto, la magistratura svizzera opera in completa autonomia e il governo svizzero non ha responsabilità sulla sentenza attuale di Crans-Montana #travaglio #ottoemezzo pic.twitter.com/jKgMUMiiyh
— simone (@Simone_978_) January 27, 2026