Attentato Parigi: il terrorista ucciso era schedato
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Attentato Parigi: il terrorista ucciso era schedato

attentato Parigi
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L'aggressore si chiamava Khamzat Azimov ed era nato in Cecenia. Naturalizzato francese nel 2010, era schedato per la vicinanza ad ambienti radicali.

Emergono ulteriori particolari sull’attentatore che nella sera di sabato 12 maggio ha accoltellato dei passanti a Parigi, nei pressi del teatro dell’Opera, causando un morto e diversi feriti. Il terrorista, ucciso dalla polizia subito dopo l’aggressione, si chiamava Khamzat Azimov ed era nato nel 1997 in Cecenia, naturalizzato francese nel 2010. Incensurato ma già schedato, al momento dell’attacco non era in possesso di alcun documento.

Parigi, l’attentatore

L’autore dell’attentato che ha sconvolto ancora una volta Parigi intorno alle 21 di sabato 12 maggio si chiamava Khamzat Azimov era un ragazzo di 21 anni, nato in Cecenia nel 1997 e naturalizzato cittadino francese nel 2010.

L’aggressore, ucciso rapidamente dalla polizia che ha reagito dopo il suo attacco, non era in possesso di alcun documento, il che aveva reso impossibile la sua identificazione in un primo momento.

Tuttavia, grazie al DNA si è infine giunti alla sua identità: oltretutto, il ragazzo pur essendo incensurato era stato schedato e classificato con la “S”, che sta a indicare gli estremisti, per la sua vicinanza agli ambienti radicali islamici, così come si apprende da fonti dell’inchiesta.

Nel frattempo, i genitori dell’assalitore sono stati messi sotto custodia dalla polizia.

L’attentato

L’attacco era avvenuto durante la prima serata di sabato tra rue Saint-Augustin e rue de Monsigny, nel quartiere Opéra-Quatre Septembre, a due passi dal rinomato teatro dell’Opera e in una zona fortemente turistica e frequentata specialmente il sabato sera.

Azimov avrebbe improvvisamente iniziato ad aggredire i passanti con un coltello, urlando nel mentre “Allah Akbar” così come confermato dal procuratore della Repubblica di Parigi François Molins.

Nella notte tra sabato e domenica, l’Isis ha rivendicato l’attentato, definendo Azimov un “soldato dello Stato Islamico”.

Le vittime

Durante l’aggressione, un uomo di 29 anni è stato ucciso.

Oltre a lui, ci sono stati quattro feriti: un uomo di 34 anni è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Georges Pompidou, e anche una donna di 54 anni è rimasta gravemente ferita.

Sono invece stati leggermente feriti un uomo di 31 anni e una donna 26enne.

Il ministro degli interni Gérard Collomb ha dichiarato che uno degli aggrediti è stato operato e le sue condizioni sono in miglioramento, mentre tutti gli altri feriti sono ormai fuori pericolo.

Le reazioni

Tra i primi a commentare quanto accaduto a Parigi c’era stato il presidente francese Emmanuel Macron, che tramite Twitter aveva dichiarato che “La Francia paga di nuovo il prezzo del sangue ma non arretra di un centimetro davanti ai nemici della libertà”.

Nelle ore successive all’attentato ha fatto sentire la propria voce anche il sindaco di Parigi Anne Hidalgo, che ha twittato a più riprese: “Questa sera, la nostra città è stata martoriata. I miei primi pensieri vanno alla famiglia della vittima che ha perso la vita, ai feriti e ai loro cari. Voglio dire loro che tutti i parigini sono al loro fianco”.

Ce soir, notre ville a été meurtrie.

Mes premières pensées vont à la famille de la victime qui a perdu la vie. Je pense également aux blessés et à leurs proches. Je veux leur dire que tous les Parisiens sont à leurs côtés.

— Anne Hidalgo (@Anne_Hidalgo) 12 maggio 2018

Il sindaco parigino si è poi anche espresso sul coraggio dei soccorritori: “Voglio ringraziare i poliziotti, il cui sangue freddo ha permesso di salvare delle vite. Hanno tutta la mia gratitudine. Ringrazio anche i servizi di soccorso che sono intervenuti prontamente per occuparsi dei feriti”.

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Alessandro Bai
Alessandro Bai 49 Articoli
Alessandro Bai, nato nel 1991 a Milano, città che ama ma da cui non può fare a meno di spostarsi (e ritornare, sempre). Una mamma brasiliana, un anno di studi in Inghilterra e la passione per le lingue mi hanno dato l'apertura mentale che cerco di riportare nel giornalismo. Racconto di sport per fare emozionare.