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Attentato alla Sinagoga di Roma con morti e feriti: cinque indagati dopo 43 anni

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Cinque indagati per l’attentato alla Sinagoga di Roma del 1982: oltre 40 feriti e un bambino ucciso, legami con la rete terroristica di Abu Nidal.

Il 9 ottobre 1982 rimane una data tragica nella storia di Roma: un attentato terroristico alla Sinagoga del Tempio Maggiore provocò la morte di un bambino di due anni e il ferimento di decine di fedeli. 43 anni dopo, la Procura di Roma ha chiuso le indagini, segnando un passo fondamentale verso la verità su uno degli episodi più drammatici legati alla rete terroristica di Abu Nidal.

La Sinagoga di Roma e il ricordo di una tragedia

Quasi 44 anni dopo l’orrore del 9 ottobre 1982, la procura di Roma ha notificato la chiusura delle indagini sull’attentato terroristico alla Sinagoga del Tempio Maggiore. In quell’azione persero la vita Stefano Gaj Tachè, un bambino di appena due anni, e furono ferite circa 40 persone. Il commando, appartenente all’organizzazione guidata da Abu Nidal, si presentò vestito in modo elegante, bloccò le vie di fuga e lanciò bombe a mano, aprendo contemporaneamente il fuoco con pistole mitragliatrici contro i fedeli che uscivano dalla funzione dello Shabbat.

Gli investigatori hanno ricostruito che i terroristi si dileguarono nelle vie adiacenti a bordo di due automobili. Come sottolinea la Procura, “il complesso delle evidenze ha consentito di confermare la collocazione dell’evento nella strategia dell’organizzazione di Abu Nidal, di far emergere le convergenze oggettive e soggettive tra gli attentati di Roma e Parigi del 1982 e di individuare quindi gli appartenenti all’organizzazione che si ritiene abbiano contribuito al compimento dell’attentato, concorrendo con diversi ruoli e funzioni: decisione e supervisione, organizzazione e logistica, contributo operativo”.

Attentato alla Sinagoga di Roma, svolta dopo 43 anni: cinque indagati

L’inchiesta, condotta dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dalla Digos di Roma, è stata riattivata alla luce di nuove informazioni emerse durante le indagini sull’attentato del 2 agosto 1982 a Parigi, nel quartiere ebraico, dove sei persone persero la vita. La collaborazione con la giustizia francese ha portato alla costituzione di una Squadra Investigativa Comune l’8 febbraio 2023. Gli accertamenti hanno incluso testimonianze, analisi di documenti diplomatici e giornalistici, archivi pubblici e privati, e la comparazione con atti giudiziari dell’epoca.

Cinque persone risultano ora indagate: Abou Zayed Walid Abdulrahman, detenuto in Francia, Abed Adra Mahmoud Khader, Abassi Souheir Mohammad Hassan Khalil, Hamada Nizar Tawfiq Mussa e Abu Arkoub Omar Mahid Abdel Rahman, tutti di origine palestinese. Tra i deceduti risultano Alhamieda Rashid Mahmoud alias Fouad Hijazy e Maher Said Al Awad Yousif alias Arabe El Arabi Tawfik Gamal.

La Comunità Ebraica di Roma, pur ringraziando gli inquirenti, “accoglie con amarezza la notizia della chiusura delle indagini. Resta forte lo sconcerto per il tempo trascorso e per il muro di omertà, reticenze e ostacoli che ha rallentato per decenni la piena emersione della verità, prolungando il dolore delle famiglie e della nostra Comunità”, ha dichiarato il presidente Victor Fadlun. Come ha ricordato il deputato Federico Mollicone, “le novità rappresentano un dovere verso le vittime e i feriti di quell’orrore, completare la ricostruzione della verità, rimuovendo ogni ultimo velo di segretezza sulle pagine più drammatiche della nostra storia repubblicana”.