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bambino con cuore danneggiato dopo il trapianto: indagini e possibili cause

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un trapianto di cuore che non ha dato i risultati attesi ha portato a indagini sul trasporto dell'organo: i nas stanno verificando se l'uso di ghiaccio secco abbia danneggiato il cuore

Trapianto cardiaco su bambino di 2 anni a Napoli

Un trapianto cardiaco praticato su un bambino di due anni in un ospedale di Napoli ha sollevato dubbi sulle procedure che precedono l’impianto. Il piccolo resta ricoverato in condizioni gravi ma stazionarie. I medici hanno programmato accertamenti per verificare se sia possibile un nuovo intervento.

Parallelamente ai controlli clinici, i carabinieri del Nas stanno effettuando verifiche nelle strutture coinvolte. Le indagini mirano a ricostruire il percorso dall’espianto alla consegna dell’organo.

Al centro dell’attenzione vi è la metodologia di conservazione e trasporto del cuore donato. Gli accertamenti dovranno stabilire se le procedure applicate rispettino i protocolli sanitari previsti.

Il sospetto sul trasporto dell’organo

Gli accertamenti proseguono per chiarire le modalità di trasferimento del cuore destinato al bambino. Secondo i primi rilievi, l’organo sarebbe stato trasportato da Bolzano a Napoli in un contenitore in plastica di uso comune, e non in una cassa specifica per organi. Il box utilizzato è stato poi sottoposto a sequestro nell’ambito delle indagini.

Ghiaccio secco invece di ghiaccio classico

Gli investigatori stanno valutando l’ipotesi che nel contenitore sia stato impiegato ghiaccio secco per mantenere la temperatura. Il ghiaccio secco raggiunge temperature molto inferiori rispetto al ghiaccio classico, e lo scarto termico potrebbe aver determinato danni strutturali all’organo.

Le verifiche tecniche mirano a stabilire se l’uso di temperature dell’ordine di -80 °C anziché di circa -4 °C abbia provocato lesioni al tessuto cardiaco e se le procedure adottate rispettino i protocolli sanitari vigenti.

Situazione clinica del bambino e decisioni mediche

Il bambino è costantemente monitorato dal team sanitario. Verranno eseguiti esami neurologici, tra cui una TAC neurologica, che saranno valutati per definire le prossime scelte terapeutiche. Gli esami serviranno a stabilire l’eventuale idoneità a un nuovo trapianto o l’opportunità di alternative terapeutiche. Le valutazioni cliniche saranno discusse dal team multidisciplinare responsabile del caso.

Pareri divergenti tra strutture

Le strutture coinvolte nel caso non hanno espresso pareri concordi sulla possibilità di procedere con un nuovo impianto. Alcuni centri hanno espresso un giudizio negativo; altri si sono detti disponibili a valutare opzioni aggiuntive sulla base degli esami in corso. La famiglia, tramite un’associazione, ha segnalato di aver preso contatto con un medico di un ospedale milanese per una seconda valutazione. L’ospedale ha successivamente smentito l’interlocuzione, confermando che non è stata avviata una consulenza ufficiale.

Le decisioni successive dipenderanno dai risultati degli accertamenti neurologici e dalla valutazione complessiva del team medico. Saranno altresì considerate le condizioni cliniche generali e la conformità delle procedure ai protocolli sanitari vigenti.

Indagini, autorità e iter amministrativo

Saranno altresì considerate le condizioni cliniche generali e la conformità delle procedure ai protocolli sanitari vigenti. I controlli procedono su più fronti: i carabinieri del Nas hanno avviato accertamenti sia nell’ospedale dove è avvenuto il trapianto sia nella struttura di prelievo originaria. Le autorità competenti, comprese ispezioni ministeriali, sono state coinvolte per ricostruire se i protocolli di conservazione e le procedure di trasporto siano stati rispettati in tutte le fasi.

Ruolo delle istituzioni sanitarie

Il ministero della Salute ha ipotizzato l’invio di ispettori e il coordinamento delle verifiche con il Centro nazionale trapianti. L’attività di controllo mira ad accertare eventuali responsabilità e a valutare l’adeguatezza delle pratiche adottate. L’obiettivo ufficiale è garantire la sicurezza delle cure e la tutela dei pazienti come priorità. Le verifiche proseguiranno fino al completamento degli accertamenti tecnici e amministrativi.

Aspetti comunicativi e richieste della famiglia

La famiglia del bambino, assistita da un legale, ha richiesto la documentazione clinica relativa ai pareri ricevuti da altre strutture. Ha inoltre segnalato difficoltà nei contatti con la direzione ospedaliera, contestazioni che il personale delle strutture coinvolte ha in parte smentito con precisazioni ai media.

In attesa degli esiti degli esami strumentali e delle indagini, la vicenda rimane oggetto di approfondimenti sul piano sanitario e giudiziario. Le verifiche proseguiranno per stabilire se e in quale misura le scelte operative sul trasporto dell’organo abbiano influito sull’esito del trapianto e per identificare eventuali azioni correttive da adottare.