In Spagna è diventato un caso giudiziario il profilo social di Ana Alcalde Callejas, nota online come “Barbie Gaza”, attivista pro-Palestina con centinaia di migliaia di follower. Dopo aver negato le violenze del 7 ottobre 2023 in Israele e rilanciato teorie cospirative, l’influencer è indagata a Granada per presunto incitamento all’odio e apologia del terrorismo.
Una vicenda che mette al centro il ruolo dei social nella diffusione di messaggi estremi e il confine tra libertà di espressione e propaganda.
Dalla “Flotilla” ai social: ascesa e provocazioni di Barbie Gaza
Ballava tra Ibiza e Minorca mentre la Flotilla salpata da Barcellona faceva tappa nel Mediterraneo. In coperta si parlava di aiuti umanitari destinati a Gaza, ma il sole e il mare facevano da sfondo a video e slogan rilanciati online. «Stop al genocidio!» gridava, muovendosi davanti alla telecamera, mentre la navigazione procedeva.
Dietro il soprannome Barbie Gaza c’è Ana Alcalde Callejas, 47 anni, che dopo la conversione all’Islam nel 2002 ha adottato il nome Hanan. Sposata con Amin Abdelkaden, poliziotto marocchino a Ceuta, madre di sei figli, è diventata negli anni un volto noto dell’attivismo filo-palestinese in Spagna. Cresciuta nella Gioventù Comunista, ha consolidato la propria presenza digitale durante la pandemia, arrivando a centinaia di migliaia di follower tra Instagram e TikTok. In passato ha dichiarato di non lavorare da oltre due anni perché “Non avevo abbastanza tempo per spiegare al mondo la causa palestinese“. Parallelamente, ha lanciato un marchio di abbigliamento e collaborato alla produzione di contenuti per i canali della Flotilla. Secondo il quotidiano El Español, la famiglia risiede in una villa a Salobreña, nel complesso Monte de Los Almendros, con piscina e spa, acquistata nel 2007.
Barbie Gaza, indagata la bionda che ballava sulle barche pro-Pal
Le dichiarazioni pubbliche dell’attivista hanno però innescato un procedimento giudiziario. Come riportato da Libero, il Tribunale di Granada avrebbe avviato accertamenti preliminari per presunto incitamento all’odio e apologia del terrorismo, a seguito di una denuncia dell’associazione ebraica Acción y Comunicación sobre Oriente Medio. Nelle carte si leggerebbe che “non si tratta di opinioni controverse o del legittimo esercizio della libertà di espressione. L’esaltazione del terrorismo e la diffusione dell’odio non sono diritti: sono comportamenti che erodono la convivenza, degradano lo spazio pubblico e mettono a repentaglio i fondamenti dello stato di diritto“. Il fascicolo è stato trasmesso alla Procura centrale per valutare la competenza.
Tra gli elementi contestati figurerebbero la negazione delle violenze del 7 ottobre 2023 in Israele e la diffusione di teorie cospirative, inclusa l’ipotesi che l’attacco di Bondi Beach, a Sydney, fosse stato orchestrato dal Mossad. Secondo la giornalista María Jamardo di El Debate, l’attivista rischierebbe, in caso di processo, una pena compresa tra uno e quattro anni di carcere.
Dal canto suo, Alcalde sostiene di essere bersaglio di un complotto mediatico e attribuisce l’indagine all’azione di “un multimilionario sionista che sfrutta tutti i media a sua disposizione“. L’associazione denunciante replica: “La democrazia non può essere neutrale nei confronti di chi giustifica la violenza. Difendere la libertà richiede anche tracciare chiare linee rosse contro il terrorismo e i suoi apologeti“.
Remember Barbie Gaza from the Flotilla?
She is under investigation.
The Education Court of Granada has launched investigations against her for the crimes of inciting hatred and apology for terrorism.
These include: spreading anti-Semitic conspiracy theories, denying the… pic.twitter.com/3tvMeZErjn— Hamas Atrocities (@HamasAtrocities) February 17, 2026