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Berlusconi immigrazione: 'Serve piano Marshall per Africa'

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Berlusconi è tornato a parlare di immigrazione, affermando che necessita una sorta di piano Marshall per l'Africa per il futuro dei suoi abitanti.

Berlusconi torna a parlare di immigrazione.

Il leader di Forza Italia ha affermato che c’è molto da lavorare su questo grave problema. Secondo il Cavaliere bisogna rivedere totalmente il trattato di Dublino, che impone di svolgere tutte le pratiche di riconoscimento e la concessione o meno dello status di rifugiato al primo approdo degli immigrati. Silvio Berlusconi ha affermato che proporrà un piano Marshall per l’Africa.

Berlusconi immigrazione

Silvio Berlusconi, davanti l’ingresso della riunione del Partito popolare europeo, è tornato a parlare di immigrazione, e della grave situazione attuale innescata da questo problema.

Secondo l’ex Presidente del Consiglio, l’Europa rischia di essere invasa da sei miliardi di africani. Tuttavia, questi sono spinti dalla miseria. È quindi urgente una sorta di piano Marshall che venga incontro all’Africa, assicurando ai suoi popoli un futuro economico decoroso.

Silvio Berlusconi ha dichiarato: ”Porteremo una proposta che implicherà anche un grande piano Marshall per l’Africa e altri paesi per far nascere delle economie locali e affinché ne loro stessi territori i cittadini di questi paesi possano trovare lavoro”.

Questo è il passo decisivo per la sicurezza sia dell’Africa, ma anche e soprattutto dell’Europa. Il leader di Forza Italia ha continuato: ”Se questo non sarò fatto in futuro i sei miliardi di persone che vivono nella miseria e una volta non conoscevano come si vive nel paese del benessere ci invaderanno”.

Silvio Berlusconi ha affermato di averne già parlato con Vladimir Putin, il quale condividerebbe in toto questa visione.

Inoltre, il Cavaliere ha affermato di aver chiesto che il Ppe si attivi nei vari paesi per promuovere questo grande piano per aiutare il continente africano.

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Riscrivere trattato Dublino

Quindi, per quanto riguarda l’immigrazione, c’è ancora molto da lavorare, secondo Berlusconi.

Il Cavaliere ha citato la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica ceca, che hanno ”addirittura denunciato il sistema delle quote dicendo di non volerle attuare”. Secondo Berlusconi, “il problema dell’immigrazione non trova una soluzione adeguata in ciò che è stato deciso fino adesso, perchè tra l’altro l’attuazione concreta ha visto invece di 98 mila migranti allocati per quote negli altri paesi, soltanto 31 mila migranti quest’anno, 21 mila dalla Grecia e 10 mila dall’Italia”. Per Silvio Berlusconi, il sistema è completamente da rivedere, e occorre riscrivere quello che è stato deciso nel trattato di Dublino, ”che impone di svolgere tutte le pratiche di riconoscimento e dell’attribuzione o meno dello status di rifugiato al paese di primo approdo dei migranti”.

Gentiloni bis

Il leader di Forza Italia è poi tornato poi sulla possiblità di un governo Gentiloni bis subito dopo le elezioni. Silvio Berlusconi ha sottolineato che “per noi c’è la certezza che il centrodestra avrà i numeri per governare”. Tuttavia, non c’è nemmeno ”alternativa di grande coalizione” in caso di una sconfitta del centrodestra. Silvio Berlusconi spiega che, nel caso, ”succederebbe quello che è previsto dalla Costituzione”: ”si andrà a nuove elezioni e il governo in carica rimarrà in carica per l’ordinaria amministrazione”.