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Blitz di Greenpeace a Rotterdam per chiedere lo stop delle pubblicità delle compagnie petrolifere

Alcuni militanti di Greenpeace hanno bloccato l'ingresso delle raffinerie del porto di Rotterdam: "Le loro pubblicità luccicanti sono solo propaganda".

Greenpeace Rotterdam

Un’ottantina di attivisti di Greenpeace, a bordo di qualche decina di imbarcazioni, hanno provato a bloccare l’ingresso di alcune raffinerie di petrolio nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi. Tra queste anche il colosso anglo-olandese Shell. La protesta era finalizzata a sensibilizzare contro l’utilizzo di carburanti fossili.

Blitz di Greenpeace a Rotterdam: 22 militanti sono stati arrestati

Lo yatch bi-albero di Greenpeace Beluga II per dare il via alla protesta ha gettato l’ancora davanti all’ingresso di diverse raffinerie del porto di Rotterdam, il più grande d’Europa. 22 militanti sono stati arrestati dalla Polizia del Paese. Altri 32 sono stati multati. La motivazione è stata che, di fatto, la manifestazione ha bloccato le attività del porto, rendendo l’intervento delle forze dell’ordine necessario.

Blitz di Greenpeace a Rotterdam: “Le pubblicità luccicanti dell’industria dei combustibili fossili sono pura propaganda

Per ostacolare l’entrata della Shell e delle altre raffinerie, alcuni militanti ecologisti hanno utilizzato una barca a vela, insieme a gommoni, barchette, kayak e cubi galleggianti decorati con i simboli dei combustibili fossili. Altri hanno invece scalato il fianco dello scafo di una petroliera per srotolare degli striscioni con slogan contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale.

Greenpeace Nederland ha spiegato che “in questo modo dimostriamo che le pubblicità luccicanti dell’industria dei combustibili fossili sono pura propaganda per mascherare le loro pratiche inquinanti. Questo deve finire”.

Blitz di Greenpeace a Rotterdam: “La Shell è uno dei peggiori greenwasher

Greenpeace e altre 20 associazioni ambientaliste hanno infatti lanciato una campagna che chiede di vietare, nell’Unione europea, l’accesso al mercato della pubblicità e degli sponsor alle compagnie che trattano idrocarburi o carbone.

Silvia Pastorelli, tra i leader di Greenpeace, ha dichiarato che l’azione di Rotterdam “intende accendere la luce sulla necessità di mettere al bando le sponsorizzazioni e la pubblicità dei combustibili fossili. Lo facciamo contro la Shell perché è uno dei peggiori greenwasher“. Questo termine indica le aziende false ecologiste, che utilizzano una strategia di comunicazione volta a costruire una propria immagine ingannevolmente positiva per quanto riguarda l’impatto ambientale. L’obiettivo è distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi provocati dalle loro attività sull’ambiente.

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