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Brasile e Stati Uniti: la guerra dei dazi e le conseguenze economiche

Brasile e Stati Uniti: la guerra dei dazi e le conseguenze economiche

Il governo statunitense ha annunciato l'introduzione di dazi del 25% su una serie di prodotti brasiliani, scatenando una reazione da parte di Brasilia.

Il panorama commerciale tra Stati Uniti e Brasile è in fermento. Il governo statunitense ha deciso di imporre dazi del 25% su una serie di prodotti brasiliani, una mossa che ha suscitato immediate reazioni da parte di Brasilia. Questa decisione segue un’indagine condotta dall’Ufficio del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (USTR) basata su una legge del 1974.

I nuovi dazi entreranno in vigore il 22 luglio, dando il tempo necessario per attuarli nei sistemi doganali.

Il Brasile diventa così il primo Paese colpito da queste nuove misure, che risalgono a un’indagine avviata nel 2026 su una serie di pratiche commerciali contestate. La situazione è complessa e richiede un’analisi approfondita delle implicazioni economiche e politiche.

Le reazioni del Brasile e le possibili contromisure

Il governo brasiliano non è rimasto a guardare. Il ministro delle Finanze, Dario Durigan ha dichiarato che Brasilia è pronta a riattivare la Legge sulla reciprocità commerciale se gli Stati Uniti confermeranno l’introduzione dei dazi. Questa decisione sarà sottoposta al presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Inoltre, il governo brasiliano sta valutando misure di sostegno per le imprese maggiormente esposte all’export verso il mercato statunitense, con l’obiettivo di attenuare l’impatto economico dei dazi.

Nella giornata di ieri si è svolto il quinto incontro tra i rappresentanti del governo brasiliano e l’USTR senza però raggiungere un’intesa. L’esecutivo brasiliano continua a considerare ingiustificate le misure prospettate da Washington e ribadisce che i nuovi dazi non favorirebbero un accordo commerciale bilaterale tra i due Paesi.

Le divisioni nell’industria siderurgica statunitense

Non tutti nell’industria siderurgica statunitense sono d’accordo con l’introduzione dei dazi. Aziende come NucorSteel Dynamics e la Steel Manufacturers Association hanno chiesto l’esenzione, mentre Cliffs sostiene l’imposta del 25%. Questa divisione riflette le diverse posizioni all’interno del settore, che deve fare i conti con le implicazioni economiche delle nuove misure.

La situazione è in continua evoluzione e le prossime settimane saranno cruciali per capire come si svilupperanno le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Brasile. Le implicazioni economiche e politiche di questa guerra dei dazi saranno oggetto di attento monitoraggio da parte di esperti e analisti.

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