La 83esima Mostra del Cinema di Venezia ha visto ieri la proiezione e l’assegnazione di un premio a Naza il documentario dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor presentato a Venezia e al centro di forti polemiche.
Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026. La questione è stata seguita per la portata delle accuse mosse all’ Esercito e per la reazione del pubblico e delle istituzioni della rassegna.
Perché il film ha acceso il dibattito alla Mostra
Il film è stato girato di notte sui tetti di Tel Aviv e raccoglie testimonianze anonime di membri dell’intelligence israeliana che descrivono metodologie di targeting. Il documentario mostra come, secondo le interviste, sistemi di intelligenza artificiale vengano impiegati per identificare obiettivi e stimare il numero di vittime civili considerato accettabile.
Alcuni passaggi hanno suscitato reazioni forti per la rappresentazione della deumanizzazione: i registi mostrano, per esempio, l’uso di frasi pronunciate da bambini palestinesi come elemento impiegato dagli algoritmi per determinare i bersagli.
Testimonianze, reazioni e numeri della sala
Il documentario ha raccolto testimonianze di ventiquattro/venticinque persone dell’intelligence; le due versioni dei numeri sono entrambe circolate durante la rassegna e la copertura delle proiezioni ha alternato le cifre.
Alcune fonti nel film esprimono rimorso, altre mostrano orgoglio per il loro lavoro; una delle frasi riprese nel film recita: “Continuo a credere che i nazisti fossero il male, ma allora io cosa sono?”.
La proiezione ha ottenuto una standing ovation durata 25 minuti e la pellicola ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria. Il produttore indicato è Jonathan Glazer e la distribuzione italiana ha programmato proiezioni nei giorni 28, 29 e 30 settembre tramite I Wonder Pictures.
Posizioni ufficiali e polemiche politiche
Il direttore della Mostra, Alberto Barbera ha difeso la scelta di includere il film in concorso: “Non ho avuto dubbi nel farlo”, ha detto, sostenendo il valore del confronto cinematografico sui temi sollevati.
Le autorità israeliane hanno respinto le testimonianze come false e anonime. Il ministro della Sicurezza Nazionale Ben Gvir ha attaccato i registi su X definendoli “una vergogna e un disonore per l’intero popolo d’Israele”. Il ministro della Cultura Miki Zohar ha chiesto misure severe contro i realizzatori, dichiarando: “L’odio viscerale che anima i produttori, disposti a infangare la propria patria pur di ottenere l’applauso degli antisemiti di tutto il mondo, è inconcepibile”.
Altri film italiani presenti alla Mostra
Alla 83esima edizione della Mostra sono stati presentati anche altri titoli italiani. Vanessa Scalera ha presentato “Il fuoco che ti porti dentro”, opera che esplora il rapporto tra madre e figlio. Adriano Giannini è protagonista di “Ritorno a Buenos Aires” e Anna Foglietta ha debuttato alla regia con “Una storia”. Questi film hanno completato il programma in concorso accanto a Naza.
La vicenda continua a evolversi sotto il profilo politico e culturale, con la Mostra come palcoscenico centrale per il dibattito sulle rivelazioni e sulle reazioni istituzionali.
