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Camper difeso da Angelo Mellone: replica alle accuse e numeri di ascolto

Camper difeso da Angelo Mellone: replica alle accuse e numeri di ascolto

Angelo Mellone difende il programma Camper, ideato da lui, e risponde sui social alle critiche rivolte alla conduzione di Giuseppe Calabrese, detto Peppone, sottolineando gli ascolti record su Rai1 e l'importanza del format come servizio pubblico.

Negli ultimi giorni Angelo Mellone è intervenuto pubblicamente per difendere Camper il programma estivo Nato da una sua idea e trasmesso nel mezzogiorno estivo di Rai1 dal 2026. Dopo passaggi di conduzione che hanno visto nomi come Tinto e Marcello Masi la trasmissione è stata affidata negli ultimi due anni a Giuseppe Calabrese noto come Peppone.

Le reazioni della critica sono state controverse: mentre il pubblico continua a seguire la fascia, alcuni osservatori hanno espresso giudizi severi sul linguaggio e sulla conduzione.

La difesa di Mellone e il percorso del programma

Su un profilo social Angelo Mellone ha voluto chiarire la sua posizione e il lavoro dietro Camper. Ha ricordato che «Quando ho lottato per fare Camper 4 anni fa, in azienda c’era enorme scetticismo» e ha sottolineato come il format sia cresciuto fino a raggiungere risultati importanti: «Adesso questo programma sta sopra il 18 di media, a giugno fenomeno mai visto dai primi anni Duemila».

Nel suo intervento Mellone ha difeso il ruolo del programma come servizio pubblico affermando che dà spazio alla provincia italiana e a storie che altrove non trovano visibilità.

Mellone ha inoltre elogiato il lavoro dietro le quinte: la produzione, gli autori e gli inviati vengono descritti come elementi essenziali per la riuscita del format.

Sul conduttore ha usato parole nette: «E Peppone è la perfetta figura di conduttore anomalo che piace alla gente perché non si dà arie da star». Lo sfogo ha avuto anche un tono polemico verso una fetta di critica tradizionale: «La cosa divertente è che qualcuno scrive che questo programma finora campione di ascolti sarebbe criticato sui social», ha scritto, contestando chi resta ancorato a modelli televisivi del passato.

Dati e contesto degli ascolti

Nel suo messaggio Mellone ha rimarcato numeri e contesto: la media superiore al 18 per cento a giugno è stata citata come elemento di svolta per il daytime di Rai1. Ha esteso il suo appello a seguire altre trasmissioni di fascia come Linea BluLinea Verde nella versione estiva, Reazione a CatenaUnomattina News e altri programmi che, a suo dire, stanno contribuendo a «chiudere il mese di giugno con un risultato record per il daytime di Rai1».

La replica di Giuseppe Candela e il dibattito sui social

All’intervento di Mellone è seguita la risposta di alcuni critici. In particolare Giuseppe Candela ha contrapposto una lettura più severa: «Se i grandi poteri complottano contro Peppone Calabrese non lo so, per quanto mi riguarda trovo #Camper un programma fatto male e condotto peggio. Non ho pregiudizi e non sono snob. PS: gli ascolti sono positivi ma necessitano di un contesto: Rai2 spenta e Canale 5 in replica». Questa replica sintetizza le due direttrici del dibattito: la difesa dei numeri e l’interpretazione del contesto competitivo.

Il confronto pubblico tra ideatore e critico ha rimesso al centro la discussione su cosa significhi oggi produrre televisione di servizio: per Mellone il merito è nel dare voce a territori e storie spesso dimenticate, mentre per Candela la valutazione qualitativa del prodotto resta problematica e non eliminata dai numeri. Entrambe le posizioni sfruttano argomenti oggettivi: da un lato le percentuali di ascolto, dall’altro il confronto con l’offerta televisiva delle reti concorrenti.

Impatto sul daytime e sulla percezione del format

Oltre alla discussione sui giudizi estetici e sullo stile di conduzione, emerge un altro tema concreto citato da Mellone: l’adeguatezza dello spazio fisico. L’ideatore ha detto che Camper meriterebbe «uno studio adeguato» anche se ha precisato «ma ho fatto il possibile». Questo passaggio collega aspetti produttivi e percezione del programma, suggerendo che elementi scenografici e risorse tecniche possono influire sulla ricezione critica e sull’immagine complessiva del format.

Il confronto resta aperto e segna una dinamica tipica del dibattito televisivo contemporaneo: numeri e qualità non sempre vanno di pari passo, e le valutazioni professionali possono coesistere con il consenso del pubblico. In chiusura del suo intervento Mellone ha voluto salutare il pubblico: «Grazie al pubblico che ci segue, evviva la Rai, evviva il grande racconto italiano», ribadendo la fiducia nel percorso del programma e nel suo ruolo nella programmazione estiva di Rai1.

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