Nella puntata di Belve condotta da Francesca Fagnani, Carlo Conti si è confrontato con domande che toccavano sia la sua carriera sia aspetti della vita privata. L’intervista ha mescolato ricostruzioni professionali e confessioni inusuali, con il presentatore che ha cercato di chiarire alcune voci circolate nei mesi precedenti.
Tra i temi affrontati sono emersi il controverso annuncio andato in scena all’Ariston durante il Festival di Sanremo, i nomi dei colleghi che gli stanno più a cuore come possibili eredi e una voce insistente sulla sua sessualità che lo aveva coinvolto in modo improvviso.
Conti ha risposto con ironia, serietà e puntualizzazioni utili a ricostruire il quadro completo.
Il passaggio di consegne a Sanremo: gesto affettivo o scelta comunicativa?
Alla domanda sul perché abbia deciso di annunciare il passaggio a Stefano De Martino dal palco del Teatro Ariston, Carlo Conti ha spiegato che non si trattò di una mossa studiata per la stampa ma di un atto voluto per dare supporto pubblico al collega.
Il conduttore ha detto di non essersi mai preoccupato della comunicazione in sé e di aver scelto quella modalità perché aveva già preso la decisione: un gesto pensato per rafforzare il passaggio di consegne e per testimoniare affetto.
Risposta alle critiche sull’enfasi
Pur riconoscendo che alcuni hanno giudicato l’annuncio un po’ pomposo rispetto al suo stile più misurato, Conti ha ribadito che l’obiettivo era dare forza a De Martino e non creare spettacolo mediatico. Ha inoltre scherzato sulle possibili conseguenze: un gesto generoso che, forse, ha anche aumentato l’aspettativa intorno al debutto del suo successore.
Chi è il vero erede televisivo
Nel definire un possibile erede, Conti ha ammesso di vedere in Stefano De Martino un’avvio di carriera molto deciso, ma ha indicato in Nicola Savino la figura che sente più affine al suo approccio professionale. La scelta non sorprende se si considera che a Savino sono stati affidati programmi vicini al mondo di Conti, una prova di stima che il conduttore ha voluto sottolineare.
Il ruolo di squadra e il rientro di Amadeus
Parlando dei colleghi, Conti si è detto favorevole a un ritorno di Amadeus in Rai, ricordando che una squadra amplia è utile al servizio pubblico. Ha anche negato l’ipotesi di accettare un incarico da direttore di rete, spiegando che una simile responsabilità implicherebbe rinunce ai propri programmi: una scelta che al momento non prenderebbe in considerazione. Va inoltre osservato che il contratto di Amadeus con Warner Bros Discovery (Nove) è citato come elemento di contesto nella discussione sul suo possibile rientro, con scadenza nel 2028.
Voci sulla vita privata e l’aneddoto giovanile
Fagnani ha sollevato la questione di un commento provocatorio del disturbatore televisivo Gabriele Paolini, che aveva gridato al pubblico una presunta bisessualità di Conti. Il conduttore ha definito quella notizia una fake news, respingendo l’etichetta e rispondendo con una battuta che ha stemperato il tono: ha parlato di avere «un’idea fissa in testa» per scherzare, ma ha anche chiarito di non essersi mai sentito in dubbio sulla propria identità.
La confessione sulla dongiovannite
Infine, Conti ha raccontato un episodio della sua giovinezza che lo ritrae come un ragazzo un po’ scanzonato: ha ammesso di aver avuto per un breve periodo due fidanzate contemporaneamente, con una circostanza da film che coinvolge orari di treni e una corsa da un binario all’altro. L’autoaccusa bonaria di essere stato «un po’ birbante» ha chiuso il racconto, ribadendo al tempo stesso che si tratta di un ricordo personale e non di una giustificazione.