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Caso Cospito, la Procura chiede l’assoluzione in Appello per Delmastro: giudizio rinviato al 20 maggio

caso Cospito Delmastro

La Procura generale di Roma ha chiesto assoluzione per l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro: decisione rinviata al 20 maggio.

Il processo d’appello che coinvolge Andrea Delmastro ruota attorno alla presunta rivelazione di informazioni riservate legate al caso dell’anarchico Alfredo Cospito. La vicenda giudiziaria è ora al centro di una nuova valutazione da parte dei giudici, dopo la richiesta di assoluzione avanzata dalla Procura.

Caso Cospito e Andrea Delmastro: le motivazioni del primo grado e il quadro giudiziario

Come riportato da Mediaset Tgcom24, nel giudizio di primo grado, Andrea Delmastro sarebbe stato condannato a 8 mesi con pena sospesa, con riconoscimento delle attenuanti generiche e interdizione dai pubblici uffici per un anno, mentre sarebbero state respinte le richieste di risarcimento avanzate da quattro parlamentari del Partito Democratico costituitisi parte civile. L’imputato si era dimesso dall’incarico di sottosegretario alla Giustizia il 24 marzo scorso.

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici avrebbero sottolineato: ”Il Collegio ritiene che le notizie comunicate dall’imputato all’onorevole Donzelli rientrassero e rientrino nell’ambito del segreto di ufficio” e che “la comunicazione di tali notizie abbia comportato un concreto pericolo per la tutela e l’efficacia della prevenzione e repressione della criminalità e che Delmastro non può essere ritenuto tanto leggero e superficiale, come per certi versi vorrebbero difesa e procura, da non aver considerato e non essersi reso conto della valenza e delicatezza, e in definitiva della segretezza, di quelle informazioni”.

Caso Cospito perché il Gip ha chiesto l’assoluzione di Delmastro. Le importanti novità

Come riportato da Il Dubbio, sarebbe stata rinviata al 20 maggio la decisione del processo d’appello che vede coinvolto Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia, imputato per rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito del caso legato all’anarchico Alfredo Cospito. Come riportato dalla testata, e secondo le nostre fonti, in primo grado sembra ci sia stata una condanna a 8 mesi, con pena sospesa, ma nel giudizio di secondo grado la Procura generale di Roma ha chiesto l’assoluzione con la formula secondo cui il “fatto non costituisce reato”.

Nel corso della requisitoria, il sostituto procuratore generale avrebbe sostenuto che “non vi era certezza sulla segretezza” degli atti contestati, evidenziando come ci fosse stata “limitata divulgazione ma nessuno ne aveva segnalata la riservatezza”. Anche la difesa avrebbe accolto con soddisfazione l’impostazione dell’accusa: l’avvocato Giuseppe Valentino ha dichiarato, al termine dell’udienza, che ”Era inevitabile questa la richiesta. Io vorrei capire quale segreto sia stato divulgato, quale anomalia vi sia stata. Non erano atti classificati, non c’era nulla che potesse giustificare tutto ciò che è accaduto finora. Quindi io mi auguro vivamente che si faccia una lettura organica e coerente con la sostanzialità di questo processo e siamo in attesa della sentenza fiduciosi”.

Nel nuovo scenario processuale, la vicenda resta quindi aperta in attesa della decisione della Corte d’Appello, dopo una richiesta di assoluzione che ha profondamente modificato l’impostazione accusatoria rispetto al primo grado.