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Caso Denise Pipitone: tutti i falsi avvistamenti degli ultimi anni

Ripercorriamo tutte le segnalazioni errate in merito alle ricerche sulla piccola Denise Pipitone. La pista Russa è finalmente quella giusta?

Denise Pipitone foto

La vicenda di Denise Pipitone, scomparsa nel mese di settembre del 2004, è recentemente tornata agli onori della cronaca per via delle ultime segnalazione che la collocano in terra russa.

Quest’ultimo sembra essere, tuttavia, solo l’ultimo di una lunga serie di falsi allarmi, i quali si sono più e più volte ripetuti nel corso degli anni.

Dal 2004 ad oggi, le ricerche della piccola Denise hanno infatti sempre portato ad un nulla di fatto; vale però la pena di ripercorrere la storia di queste indagini/segnalazioni, dal momento che alcune di queste sembrano ricollegarsi in qualche modo alla pista russa.

Denise Pipitone: tutte le segnalazioni negli anni

Dopo un solo mese dalla scomparsa, precisamente il 18 ottobre 2004, una guardia giurata fornisce un video che riprende una zingara in compagnia di quella che potrebbe essere la piccola Denise.

Si sprecano le speculazioni: la bimba viene apostrofata come “Danas”, probabile storpiatura del nome “Denise”, e dal video sembra evincersi un segno sotto l’occhio che richiama la cicatrice realmente presente sulla guancia della piccola scomparsa.

Inutile, tuttavia, il raid delle forze dell’ordine nel campo rom, dal momento che i nomadi non furono mai ritrovati, essendosi già spostati.

Sempre nel 2004 fa il suo ingresso in scena Behgjet Paccoli, un ricco imprenditore albanese che decide di interessarsi al caso della bambina scomparsa.

Definitosi come un “esperto di rapimenti internazionali”, Paccoli fornisce il suo supporto alle indagini, tra l’altro mettendo a disposizione le sue possibilità economiche (risulta essere uno degli uomini albanesi più ricchi del mondo).

Curiosamente, l’imprenditore albanese sparisce dai radar della cronaca poco tempo dopo le sue affermazioni, per poi ripresentarsi affermando di aver svolto delle indagini private.

Anche questa pista si rivelerà infruttuosa, con l’unico risultato di mettere in cattiva luce la figura dello stesso Paccoli.

Da quel momento in avanti, le segnalazioni sul ritrovamento della piccola Denise Pipitone si susseguono senza sosta, principalmente in territorio italiano, arrivando però in alcuni casi anche all’estero.

La bambina viene segnalata nelle città di Verona, Cremona, Molfetta, Potenza e Bologna: tutti falsi allarmi.

Nel 2008 la madre, Piera Maggio, vola addirittura a Marrakech, in Marocco, solo per ottenere l’ennesima delusione.

La pista russa che si ricollega al video con la zingara

Ritorniamo ai giorni nostri, con la storia che si è ormai spostata sull’asse italo-russa.

Il collegamento tra Olesya Rostova e Denise Pipitone è presto fatto: la Rostova afferma di essere stata cresciuta da una donna di etnia rom, dalla quale fu separata per essere messa in orfanotrofio.

Una prova debole? Forse. Ma sufficiente per far riaprire il caso e riportarlo nelle televisioni italiane.

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