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Catalogna, Puigdemont: ‘Si all’indipendenza ma ora trattiamo con Madrid’

Per la leader d'opposizione è un "Golpe annunciato" mentre per il governo centrale è una "implicita dichiarazione di secessione, non cederemo al ricatto".

Catalogna

Catalogna, continua ad esser al centro dell’attenzione la questione relativa alla secessione dal governo centrale. Ieri sera, nella sede del parlamento di Barcellona, il presidente della Generalitat Carles Puigdemont pronuncia il suo discorso, parole chiavi per il futuro della Catalogna: “E’ un momento di dimensione storica eccezionale”. Il leader secessionista, al termine di un messaggio appassionato durato una ventina di minuti, ha detto “si all’indipendenza ma propongo di sospenderla per qualche tempo per procedere con negoziati”, senza nominare direttamente Madrid come controparte. Secondo quanto viene riportato dal giornale spagnolo ‘El Pais’, il dialogo auspicato col governo centrale però non inizia bene. Infatti, appena finito il discorso di Puigdemont, il governo Rajoy ha fatto sapere di considerare il discorso del presidente della Generalitat come “una inammissibile dichiarazione di secessione”.

La Spagna, sostiene Rajoy, non ha alcuna intenzione di cedere al ricatto e si dice pronto a dare una adeguata risposta.

Catalogna, il discorso

A tarda sera il presidente della Generalitat, Carles Puidgemont, ha sottoscritto con la sua firma un testo, votato da 72 parlamentari catalani (gli indipendentisti di Junts pel Sì e Cup) su 120, che auspica che si venga a creare “una Repubblica Catalana quale Stato indipendente e sovrano” ma allo steso tempo prevede “l’apertura di un negoziato con lo Stato spagnolo per definire un sistema di collaborazione per il beneficio di entrambe le parti”.

Il discorso del presidente è iniziato con un ora di ritardo, creando così tensioni all’interno del parlamento, e parla subito di “forte necessità di non alimentare la tensione”, riconosce che “il momento è critico e serio, ma dobbiamo essere tutti qui ad assumerci le nostre responsabilità”.

Il leader secessionista ha poi anche detto: “Non siamo golpisti, siamo e resteremo un solo popolo. Nelle ultime ore e giorni, molte persone hanno parlato con me e dato suggerimenti, tutte idee lecite e rispettabili ma quel che presenterò oggi non è una decisione personale, ma il risultato del primo ottobre”.

Secessione: piano segreto

Secondo quanto viene riferito dai giornali spagnoli, la Guardia Civil spagnola avrebbe indicato al magistrato responsabile delle indagini sul referendum di indipendenza catalano, di avere sequestrato un documento in casa di un collaboratore del “govern” che dimostrerebbe l’esistenza di una strategia segreta per arrivare all’indipendenza. Il campo indipendentista prevedeva di arrivare a un “conflitto con largo appoggio dei cittadini per generare instabilità politica ed economica”. Insomma, un piano che avrebbe portato alla rottura con il governo centrale di Madrid e quindi la possibilità di arrivare all’indipendenza tramite la lotta.


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