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Catalogna, dalla secessione all’unione: un milione al corteo

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La Catalogna è stata invasa da migliaia di persone con la bandiera spagnola, che protestavano contro la decisione di Puigdemont di dichiarare l'indipendenza.

Centinaia di migliaia di persone hanno invaso Barcellona con la bandiera spagnola tra le mani per protestare contro i piani del Presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, intenzionato a proclamare l’indipendenza già a partire dalla giornata di martedì. Secondo la polizia hanno partecipato a questo corteo circa trecentocinquantamila persone.

Per gli organizzatori, invece, sono stati circa novecentocinquantamila persone. Ma Puigdemont non sembra avere intenzione di cambiare la propria idea.

Catalogna invasa

Secondo i dati riportati dalla polizia erano circa trecentocinquantamila. Secondo gli organizzatori invece novecentocinquantamila. Fatto sta che ieri Barcellona è stata letteralmente invasa da centinaia di migliaia di persone con la bandiera spagnola tra le mani. Lo scopo del corte era quello di protestare contro la decisione del Presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, di dichiarare già a partire dalla giornata di martedì lo stato di indipendenza.

Ma Puigdemont non è però intenzionato a fare marcia indietro. In un’intervista registrata nei giorni scorsi, infatti, il Presidente catalano ha spiegato che la dichiarazione di indipendenza è prevista dalla legge del referendum come applicazione dei risultati. Per questo motivo l’intenzione è quella di applicare la legge.

La situazione in Catalogna però continua a cambiare di ora in ora. E dunque le parole di ieri potrebbero essere già superate. Quello che è certo, però, è che le prossime quarantotto ore saranno le più difficili per la Catalogna.

Il tweet di Rajoy

Nel frattempo, nel giorno del corteo a Barcellona contro la secessione è arrivato il tweet da parte del Premier spagnolo, Mariano Rajoy. Il quale nel post dimostra tutta la sua vicinanza al suo popolo: “In difesa della democrazia, della Costituzione e della libertà. Preserveremo l’unità della Spagna. Non siete soli”, recita il tweet pubblicato dal Premier spagnolo in sostegno del corteo.

Fra i tanti slogan presenti durante la marcia, quelli più popolari sono stati rivolti contro il Presidente catalano (“Puigdemont in prigione!”) e contro il capo della polizia catalana (“Trapero traditore!”).

Secondo quanto è stato riferito dai media spagnoli, si tratta della manifestazione unionista più grande che si è mai svolta a Barcellona.

Il Premio Nobel per la Letteratura, Mario Vargas Llosa, ha chiuso la grande manifestazione avvenuta a Barcellona con le seguenti parole: “La passione può essere pericolosa quando la muove il fanatismo e il razzismo. La peggiore di tutte è la passione nazionalista”.

Contestato duramente anche il leader dei Podemos, Pablo Iglesias, da cinquanta oppositori dell’indipendenza catalana alla stazione di Barcellona Sants.

Gli unionisti, infatti, che erano arrivati per partecipare alla grande manifestazione anti-indipendista, hanno cominciato “Fuera, fuera!” a Iglesias, che stava per prendere un treno per Madrid.

Immediata la reazione da parte del leader dei Podemos, uno dei sostenitori del dialogo tra Madrid e Barcellona. Il quale ha scritto su Twitter: “Ogni politico deve aspettarsi che lo fischino. Oggi è toccato a me. Finché non c’è violenza va bene”.

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