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Che cos’è la pittura metafisica

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A dare vita ufficialmente alla nascita della pittura metafisica sono stati tre grandi artisti italiani: Giorgio de Chirico, il fratello Andrea e Carlo Carrà.

L’incontro tra questi artisti avvenne casualmente a Ferrara e segnò la nascita di una nuova corrente pittorica. Per quanto riguarda l’aggettivo “metafisica”, mutuato dalla filosofia, è stato introdotto da Andronico di Rodi a proposito della distinzione degli scritti di Aristotele in due gruppi: i trattati di fisica e quelli concernenti l’essenza delle cose. Le opere aristoteliche del secondo gruppo affrontano le realtà di cui non abbiamo esperienza diretta e che non sono immediatamente percepibili.

Il termine meta- fisica appunto, in lingua greca, sta a significare “oltre, dopo” la fisica.

Le opere d’arte che fanno parte della corrente di pittura metafisica si rifanno a soggetti che vanno aldilà di ciò che vediamo e percepiamo con i sensi. I pittori metafisici come de Chirico si contrappongono sia al Futurismo italiano che al Divisionismo e Impressionismo francese. La pittura metafisica privilegia uno spazio rigorosamente geometrico, una volumetria solida degli oggetti, colori omogenei, segni netti e decisi, prospettiva schematica.

I contenuti della pittura metafisica furono diffusi tramite la rivista “Valori pratici”, la cui esperienza terminò nel 1922 a Milano, quando alcuni artisti, che si denominarono “Novecento” organizzarono la prima esposizione. Tra gli autori più importanti del movimento pittorico, oltre ai tre fondatori, ricordiamo anche Giorgio Morandi.


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