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Il caso che ha visto coinvolta l’imprenditrice Chiara Ferragni ha catturato l’attenzione mediatica per mesi: era accusata di truffa aggravata nella vendita del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Giochi Preziosi. Dopo una serie di udienze, il procedimento si è concluso con l’assoluzione, chiudendo uno dei capitoli più discussi della sua carriera.
Il ‘Pandoro gate’: l’inizio del periodo più difficile di Chiara Ferragni
Il dicembre 2023 segna l’esplosione del cosiddetto “Pandoro gate”, episodio che inaugura la fase più complessa, sia a livello personale sia professionale, per Chiara Ferragni. Solo tre anni prima, la influencer era celebrata dal New York Times come la “Kardashian italiana” e una delle personalità digitali più influenti a livello globale.
Dopo un altro anno di successi travolgenti, con la crescita continua della sua popolarità sui social e dei risultati economici delle sue imprese, Ferragni viene iscritta nel registro degli indagati dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Cristian Barilli con l’accusa di truffa aggravata dalla minorata difesa. La vicenda prende le mosse da una querela presentata dal Codacons, a seguito di un articolo di Selvaggia Lucarelli che aveva sollevato i primi sospetti.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Milano portano alla luce ipotesi di reato che mettono seriamente a rischio la reputazione della influencer. Secondo gli accertamenti, Chiara Ferragni, insieme a Fabio Damato, allora amministratore delegato di Fenice, e a Francesco Cannillo, presidente del CdA di Cerealitalia, avrebbe indotto i consumatori in errore. In particolare, la vendita del “Pandoro Pink Christmas Limited Edition Chiara Ferragni” nel Natale 2022 e delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni” nelle Pasque 2021 e 2022 sarebbe stata presentata come un’iniziativa a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino e dell’associazione “Bambini delle Fate”. Tuttavia, dalle carte dell’inchiesta sarebbe emerso che le operazioni commerciali avrebbero tratto in inganno un numero imprecisato di acquirenti, spingendoli all’acquisto con la convinzione di sostenere progetti di beneficenza.
Chiara Ferragni assolta dall’accusa per il Pandoro Gate: difesa e motivazioni
Durante l’udienza del 19 dicembre, la difesa di Ferragni ha sostenuto che si è trattato al massimo di un caso di pubblicità ingannevole, frutto di fraintendimenti comunicativi. L’imprenditrice digitale aveva già chiuso il fronte amministrativo, versando risarcimenti e donazioni per un totale di circa 3,4 milioni di euro. I legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana hanno ribadito che “non c’è stato alcun dolo” e che le operazioni contestate sono sempre state condotte in buona fede, senza alcun arricchimento personale illecito. Ferragni stessa, in ogni udienza, ha sottolineato che tutte le iniziative erano state realizzate con trasparenza e correttezza, evidenziando come le accuse non rispecchiassero la realtà dei fatti.
Oggi, 14 gennaio 2026, circondata dai cronisti, l’influencer aveva dichiarato: “Mi sento tranquilla e fiduciosa”, confermando la serenità con cui ha seguito l’intero procedimento.
“Sono commossa, ringrazio tutti”, Chiara Ferragni assolta dall’accusa per il Pandoro Gate
Chiara Ferragni, nota imprenditrice digitale cremonese, è stata assolta nel processo milanese che la vedeva imputata insieme ad altre due persone per truffa aggravata legata al pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua Giochi Preziosi. Il pubblico ministero, Eugenio Fusco, insieme al pm Cristian Barilli, aveva richiesto una condanna a un anno e otto mesi senza benefici, ma Ferragni aveva optato per il rito abbreviato. Alla fine, il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, ha disposto l’assoluzione per improcedibilità, a causa dell’estinzione del reato.
“Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i followers“. Sono le prime parola di Chiara Ferragni dopo la lettura della sentenza.