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Ci sono ancora 700 studenti indiani intrappolati in Ucraina

Malgrado un apposito corridoio concordato fra Mosca e Nuova Delhi in un ostello ad est ci sono ancora 700 studenti indiani intrappolati in Ucraina

Gli studenti indiani negli scantinati di Sumy

Malgrado gli accordi fra Mosca ed il loro paese ci sono ancora 700 studenti indiani intrappolati in Ucraina che vivono negli scantinati e sotto la minaccia costante dei bombardamenti a Sumy, vicino al confine con la Russia. Gli studenti sono intrappolati nello scantinato dell’ostello universitario della cittadina che, per la sua vicinanza al confine russo, è stata fra le prime ad essere investita dalla valanga di fuoco delle truppe della Federazione, e che ancora oggi è bombardata con preoccupante costanza. 

Di 1300 totali ci sono ancora 700 studenti indiani intrappolati in Ucraina

In questi ultimi giorni su Sumy si stanno concentrando in particolare attacchi aerei e con elicotteri Ka Alligator, il che mette gli studenti alla mercè di razzi, bombe e raffiche di mitraglie Vulcan praticamente ogni istante. I ragazzi, secondo alcuni reportage condotti soprattutto e comprensibilmente dai media dell’India, econo di rado, sono atterriti e mangiano quel che reperiscono in fretta fuori. Due ragazze del gruppo hanno anche inviato un video alla Cnn in cui bevono neve raccolta per strada e disciolta. 

L’operazione “Ganga” per esfiltrarli tarda e sono allo stremo

I rapporti fra India e Russia, soprattutto alla luce della posizione “morbida” del governo Modi contro l’aggressione di Putin all’Ucraina, sono buoni, Nei giorni scorsi il Cremlino aveva autorizzato l’operazione Ganga per consentire ai cittadini indiani di lasciare l’Ucraina, ma evidentemente gli studenti sono incappati in una sacca di inerzia che li ha praticamente condannati. Dall’ambasciata di Nuova Delhi continuano a promettere una rapida evacuazione che però non è stata ancora messa in atto.

Ha raccontato una studentessa: “Le bombe russe hanno colpito vicino al nostro ostello e non abbiamo né l’elettricità né l’acqua. Per questo stiamo prendendo la neve da terra e la stiamo bevendo direttamente, senza riscaldarla”.

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