La graduatoria del 2026 sui livelli di gradimento degli amministratori locali evidenzia cambiamenti significativi: per la prima volta una donna è al primo posto della classifica dei sindaci, mentre tra i governatori emergono figure confermate e nuove ascese. I numeri presentano variazioni percentuali rispetto ai risultati elettorali e disegnano un quadro in cui percezione e realtà amministrativa si intrecciano.
Il sondaggio, denominato Governance Poll include dati riferiti a 92 capoluoghi di provincia e alle Regioni con elezione diretta, con interviste svolte tra aprile e giugno 2026. La metodologia ha previsto sistemi misti di rilevazione (Cati e Cawi) e campionamenti differenziati per Regione e Comune.
Sindaci: Funaro prima con il 66% e ampie variazioni nella top ten
Al vertice della graduatoria si trova la sindaca di FirenzeSara Funaro con un gradimento del 66% che rappresenta un aumento di +5,4% rispetto al giorno delle elezioni. È la prima volta che una donna conquista la posizione più alta in questa rilevazione. Alle sue spalle, con il 65% figura Marco Fioravanti sindaco di Ascoli Piceno mentre il podio è completato da Gaetano Manfredi sindaco di Napoli al 64% con un incremento dell’1,1% rispetto alle urne.
Altri risultati salienti nella graduatoria dei primi dieci
Al quarto posto si colloca Massimo Zedda di Cagliari con il 63% (+2,7% sul giorno delle elezioni). Al quinto posto c’è Federico Basile di Messina con il 62% (+3,6%), mentre al sesto figura Pierluigi Biondi dell’Aquila con il 61% (+6,6%). Una terna al 60% comprende Mario Conte (Treviso), Chiara Frontini (Viterbo) e Michele Guerra (Parma). Chiudono la top ten Giuseppe Sala (Milano) e Clemente Mastella (Benevento) con il 59,5% entrambi in crescita rispetto al giorno del voto e all’edizione precedente del sondaggio.
Performance nei capoluoghi maggiori e recuperi segnati
Tra i grandi comuni, spicca il calo di Vito Leccese a Bari 19° nella classifica con il 56,5% che perde quasi 14 punti rispetto al giorno delle elezioni. A Torino il sindaco Stefano Lo Russo è al 33° posto con il 55% in diminuzione di 4,2 punti rispetto alle urne ma con un recupero di 4,5 punti sull’edizione precedente del sondaggio; alla stessa posizione esordisce nella graduatoria 2026 Silvia Salis di Genova con il 55% (+3,5% rispetto alle elezioni).
A Roma il sindaco Roberto Gualtieri si colloca al 41° posto con il 54% un dato inferiore di 6,2 punti rispetto al giorno del voto ma in risalita rispetto all’anno passato. A Bologna Matteo Lepore risulta al 64° posto con il 51% in flessione sia rispetto alle urne sia all’edizione precedente. Roberto Lagalla a Palermo è 67° con il 50% in crescita di 2,4 punti rispetto al dato elettorale.
I presidenti di Regione: Decaro primo, Stefani e Fedriga sul podio
La graduatoria dei presidenti regionali premia due governatori al primo anno di mandato, con in testa Antonio Decaro presidente della Puglia al 66% di gradimento. Al secondo posto si posiziona Alberto Stefani presidente del Veneto con il 65% mentre il terzo gradino è occupato da Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia con il 64% sostanzialmente stabile rispetto al risultato elettorale.
Seguono in quarta posizione, con il 60%Roberto Occhiuto (Calabria) e Alberto Cirio (Piemonte). Al sesto posto si trova il presidente della LombardiaAttilio Fontana con il 57% (+2,3% rispetto alle urne). Al settimo posto figura il presidente della ToscanaEugenio Giani con il 56,5% in crescita rispetto al voto di novembre.
In ottava posizione, ex aequo, i presidenti della Sicilia e della Basilicata rispettivamente Renato Schifani e Vito Bardi con dinamiche divergenti ma tendenza generale di stabilità o lieve crescita. La decima posizione è condivisa da Roberto Fico (Campania), in calo rispetto alle elezioni, e Francesco Acquaroli (Marche), in aumento rispetto alla rielezione di settembre.
Osservazioni generali sul consenso
Il direttore dell’istituto demoscopico che ha condotto la rilevazione osserva che «Due primi cittadini su tre perdono consenso – non è una semplice oscillazione statistica», sottolineando come il giudizio sui sindaci sia sempre meno legato solo alle opere realizzate e sempre più influenzato da temi quali disagio socialecosto della vita e percezione del degrado. In questo quadro, amministrare richiede non solo capacità operativa ma anche la capacità di trasmettere fiducia a comunità in fase di instabilità.
La rilevazione impiega una numerosità campionaria di 1.000 soggetti per Regione e 600 elettori per Comune, con suddivisione per genere, età e area di residenza, e non include alcuni Comuni sciolti o i centri che hanno votato nel 2026 senza la rielezione del sindaco uscente.
