> > Colloqui di Pace a Rischio: L'Influenza dei Bombardamenti Russi in Ucraina

Colloqui di Pace a Rischio: L'Influenza dei Bombardamenti Russi in Ucraina

colloqui di pace a rischio linfluenza dei bombardamenti russi in ucraina 1769258396

I recenti bombardamenti russi in Ucraina suscitano preoccupazioni riguardo ai colloqui di pace in corso ad Abu Dhabi.

Sabato, l’Ucraina ha accusato la Russia di minare gli sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra che infuria da quasi quattro anni. Gli attacchi aerei russi hanno provocato la morte di una persona e ferito 27 persone a Kyiv e nella città di Kharkiv, mentre i rappresentanti di entrambi i paesi, insieme a funzionari americani, continuavano a discutere proposte di pace nella capitale degli Emirati Arabi Uniti.

Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha commentato: “Per noi, questa è stata un’altra notte di terrore russo, nonostante i tentativi di diplomazia”. Ha aggiunto che il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato un attacco missilistico massiccio proprio mentre le delegazioni erano riunite per i colloqui di pace.

Il contesto dei colloqui di pace

Le trattative tra i funzionari ucraini e russi sono iniziate venerdì, segnando un importante passo nel tentativo di trovare una soluzione duratura al conflitto. Rustem Umerov, il principale negoziatore ucraino, ha dichiarato che le discussioni hanno riguardato “i parametri per porre fine alla guerra russa e la logica futura del processo negoziale”. Tuttavia, le divergenze tra le parti rimangono significative.

Le critiche alle proposte iniziali

Un primo progetto redatto dagli Stati Uniti ha suscitato forti critiche a Kyiv e in Europa occidentale, accusato di essere troppo favorevole alle richieste di Mosca. Al contrario, le versioni successive sono state rigettate dalla Russia per il loro suggerimento di un intervento di forze di pace europee in Ucraina.

Il conflitto nel Donbas

Uno dei principali punti di contesa rimane la questione del territorio nel Donbas, una regione orientale dell’Ucraina. Entrambe le parti concordano sul fatto che questa disputa territoriale rappresenta l’ostacolo principale per giungere a un accordo. Da inizio conflitto, il Donbas ha visto la morte di decine di migliaia di persone e ha costretto milioni di ucraini a lasciare le loro case.

La posizione della Russia

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito che la Russia non intende interrompere le ostilità fino a quando l’Ucraina non accetterà di ritirare le proprie truppe dal Donbas, un punto che Kyiv ha categoricamente rifiutato. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che il Donbas è “una questione cruciale” e ha sottolineato la necessità di garanzie di sicurezza post-conflitto durante i colloqui a Davos.

Le conseguenze degli attacchi russi

Le recenti offensive russe hanno avuto un impatto devastante sulle infrastrutture ucraine. Migliaia di persone a Kyiv sono rimaste senza riscaldamento durante le temperature sotto zero a causa dei bombardamenti. Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha denunciato un “massiccio attacco nemico”, evidenziando che numerosi edifici non residenziali sono stati colpiti.

Secondo Zelensky, le forze russe hanno lanciato oltre 370 droni d’attacco e 21 missili di varia tipologia, causando black-out di energia che hanno colpito circa 88.000 famiglie a Kyiv. Nella regione settentrionale di Chernihiv, centinaia di migliaia di persone hanno perso l’elettricità a causa di un attacco su una struttura energetica vitale.

Stato di emergenza nel settore energetico

La settimana scorsa, Zelensky ha proclamato uno stato di emergenza nel settore energetico, gravemente danneggiato dai continui bombardamenti russi. Mentre i colloqui di pace stanno guadagnando slancio, la situazione sul campo rimane tesa e incerta.

In un contesto di crescente pressione diplomatica, Trump, incontrando Zelensky al World Economic Forum, ha espresso la sua convinzione che entrambi i leader vogliano risolvere il conflitto. Tuttavia, rimangono domande su quanto gli Stati Uniti spingeranno l’Ucraina a accettare concessioni che potrebbero essere percepite come una capitolazione.