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AGGIORNAMENTO ORE 12:00 – Nelle ultime ore, l’Ucraina ha denunciato la Russia per aver lanciato nuovi attacchi che compromettono i negoziati di pace in corso. Mentre le delegazioni di Mosca e Kiev si incontrano ad Abu Dhabi con la mediazione degli Stati Uniti, gli scontri sul campo non accennano a diminuire.
Le offensive hanno causato un morto e 27 feriti nella capitale ucraina, Kyiv, e nella città di Kharkiv, creando un clima di terrore tra la popolazione.
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha dichiarato che i bombardamenti russi rappresentano un chiaro tentativo di sabotare gli sforzi diplomatici.
Il contesto dei negoziati ad Abu Dhabi
I colloqui tra Ucraina, Russia e Stati Uniti sono iniziati dopo un incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’ex presidente statunitense Donald Trump al World Economic Forum di Davos. Questo incontro ha segnato un nuovo tentativo di trovare un accordo per porre fine a un conflitto che dura da quasi quattro anni.
Il primo giorno di negoziati ha visto i rappresentanti ucraini e russi discutere le basi per la cessazione delle ostilità. Tuttavia, le divergenze sui termini territoriali rimangono un ostacolo significativo. Le proposte iniziali degli Stati Uniti sono state criticate per essere troppo favorevoli alla Russia, mentre Mosca ha rifiutato versioni successive che prevedevano l’invio di forze di pace europee.
Le richieste di Mosca
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito che la Russia non accetterà alcun accordo senza il controllo completo della regione del Donbas. Questa posizione rigida limita le opportunità di compromesso e suggerisce che Mosca è disposta a continuare il conflitto fino a quando non ottiene ciò che desidera.
La questione del Donbas è centrale nei colloqui, ed entrambi i lati si sono mostrati inflexibili in merito. Zelensky ha insistito sul fatto che la questione del territorio deve essere affrontata, mentre il Cremlino ha richiesto il ritiro delle forze ucraine dalla regione.
Le conseguenze degli attacchi russi
Le recenti offensive hanno provocato gravi danni alle infrastrutture ucraine, lasciando migliaia di famiglie senza riscaldamento in pieno inverno. I servizi di emergenza hanno dovuto affrontare incendi e interruzioni nei servizi essenziali, come acqua e elettricità. Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha descritto la situazione come un attacco massiccio da parte del nemico.
Le forze armate ucraine hanno segnalato l’uso di oltre 370 droni e 21 missili da parte della Russia, aggravando ulteriormente la crisi energetica già in corso. La dichiarazione di uno stato di emergenza nel settore energetico da parte di Zelensky evidenzia la gravità della situazione.
Impatto sulla popolazione civile
La popolazione civile ucraina è costretta a vivere in condizioni estremamente difficili, con il freddo invernale che aggrava la già precaria situazione. L’Unione Europea ha risposto inviando generatori e attrezzature per aiutare l’Ucraina a superare le difficoltà energetiche. Tuttavia, queste misure potrebbero non essere sufficienti per affrontare la crisi in atto.
Con l’Europa che affronta critiche per la sua risposta, il presidente Zelensky ha messo in dubbio l’unità e la determinazione degli alleati nel sostenere l’Ucraina. Le tensioni tra le varie parti interessate continuano a crescere, mentre il futuro del conflitto rimane incerto.