Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sulla diffusione delle malattie parassitarie. Le bolle di calore sempre più frequenti e intense, unite a inverni miti, stanno modificando il comportamento dei vettori come zanzare e zecche. Questo fenomeno sta portando a una presenza di parassiti tutto l’anno, con un allungamento delle stagioni di trasmissione di malattie come dengue, West Nile, Lyme e leishmaniosi.
Questi cambiamenti non riguardano più solo le zone tropicali. In Europa e in Italia i casi autoctoni di arbovirosi sono in aumento. Le temperature più elevate accelerano il ciclo vitale dei vettori e riducono il periodo di incubazione extrinseca dei patogeni. Le bolle di calore alterano inoltre la carica parassitaria negli ospiti, influenzando le dinamiche di infezione.
L’impatto del cambiamento climatico sui vettori di malattie
I vettori sono organismi ectotermi il cui metabolismo dipende direttamente dalla temperatura ambientale. Con l’aumento delle temperature medie e la maggiore frequenza delle bolle di calore, lo sviluppo larvale delle zanzare e la maturazione delle zecche sono accelerati. Questo permette alle zanzare dei generi Aedes e Culex di completare più generazioni all’anno.
Gli inverni miti permettono alle uova e alle larve di sopravvivere, eliminando la tradizionale interruzione stagionale.
Le bolle di calore e l’innalzamento termico stanno spingendo i vettori verso nord e verso quote più elevate. La zanzara tigre (Aedes albopictus) ha colonizzato gran parte dell’Italia e dell’Europa centrale. Le zecche del genere Ixodes si trovano ormai fino a 2000 metri di altitudine. Questo spostamento porta malattie un tempo tropicali in regioni temperate, come dengue, chikungunya e West Nile virus, che mostrano focolai autoctoni sempre più frequenti.
Le malattie emergenti e i rischi per la salute
Le zanzare sono i principali vettori coinvolti. Con il cambiamento climatico e le bolle di calore, la stagione di attività delle zanzare si estende da aprile a novembre e oltre. In alcune zone costiere e urbane, la trasmissione può proseguire quasi tutto l’anno. Dengue e chikungunya, trasmesse principalmente da Aedes albopictus e il West Nile virus, veicolato da Culex sono ormai endemici in molte regioni italiane. Anche il rischio di Zika è potenziale, legato alla stessa zanzara tigre.
Le zecche beneficiano particolarmente degli inverni miti. La loro attività, un tempo limitata a primavera ed estate, si protrae da febbraio a novembre. In alcune zone restano attive anche nei mesi più freddi se le temperature non scendono sotto zero. La malattia di Lyme e l’encefalite da zecche (TBE) rappresentano rischi crescenti. La presenza di parassiti tutto l’anno aumenta le probabilità di esposizione durante le attività all’aperto in ogni stagione.
Anche i flebotomi, responsabili della leishmaniosi stanno espandendo il loro areale verso nord. Cani e altri mammiferi fungono da serbatoi. Il cambiamento climatico facilita la sopravvivenza di questi insetti e la trasmissione del parassita Leishmania infantum.
Strategie di prevenzione e adattamento
Comprendere il legame tra cambiamento climatico, bolle di calore e parassiti tutto l’anno è essenziale per la salute pubblica e la microbiologia ambientale. L’approccio One Health diventa indispensabile per affrontare rischi che coinvolgono uomo, animali ed ecosistemi. È necessario rafforzare le attività di prevenzione e controllo, avviando un confronto con le autorità locali per fare il punto sul randagismo e sulle strutture disponibili, puntando su profilassi, sterilizzazione, identificazione e monitoraggio.
L’ASP di Agrigento, ad esempio, ha annunciato un rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo contro maltrattamenti e abbandono degli animali. Il commissario straordinario Alessandro Delle Donne ha ribadito che non ci sarà tolleranza verso chi commette violenze e ha invitato i cittadini a segnalare situazioni sospette alle autorità competenti. La tutela degli animali, sottolinea, rientra nell’approccio One Health, che considera strettamente collegate salute umana, animale e ambientale.
In questo quadro, l’ASP guarda con particolare attenzione anche alle esperienze positive che si stanno sviluppando nel territorio. A Sciacca, ad esempio, è in fase di apertura un nuovo ambulatorio veterinario comunale, destinato a rafforzare le attività di assistenza agli animali, con il contributo dei veterinari dell’ASP e con dotazioni che consentiranno anche attività diagnostiche. Un’esperienza che può rappresentare un modello di collaborazione tra istituzioni e territorio.
